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rione_montiSulla vasta collina che si estende a sud si apre la parte più vetusta della Città dei Trulli: l’antico Rione dei Monti. Su questa altura che si estende per circa 15 ettari si contano ben 1.030 trulli, la parte più consistente del sistema abitativo a trullo della Puglia, e si arriva a calcolare circa 3.000 residenti.
Le case sono allineate lungo i margini di otto stradine irregolari che quasi parallelamente procedono verso la sommità del colle, dove in cime spicca la chiesa di sant'Antonio da Padova, meglio nota come chiesa a trullo.

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aia_piccola

La denominazione "aia" richiama un ampio spiazzo che nei tempi addietro era utilizzato per la battitura del grano. Tutta la zona, disposta a sud-est, comprende circa 400 trulli, quasi tutti abitati (si contano circa 1300 abitanti) e utilizzati ancora come abitazioni; la zona offre al meglio l'idea del vecchio borgo medievale.

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palazzo_acquavivaIl palazzo dei Conti di Conversano, residenza per la villeggiatura e per la caccia, fu edificato in Alberobello nel 1635, su richiesta di Gian Girolamo II Acquaviva d'Aragona, detto il Guercio di Puglia. Su un'epigrafe, che ne testimonia la committenza, oggi collocata sulla facciata prospiciente il giardino, infatti, leggiamo: IOANNIS HIERO / NYMI AQUAVIVA B / ARAGONIAVIII / CONVERSAMI COMITIS / IUSSU 1635.

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trullo_paparaleIl trullo rappresenta il simbolo della città, riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità e tutelato dall’UNESCO nel 1996 per la specificità del suo complesso ambientale. Qui a Paparale il trullo, oltre al valore architettonico, assume una valenza che si ammanta di storia e leggenda.

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trulli-siamesi

Percorrendo per intero la scalinata di Via Monte Nero (ci troviamo all'interno del "Rione Monti"), in cima troviamo il "Trullo Siamese".

Composto da due coni, con due ingressi separati su strade diverse. All'interno troviamo diversi vani un tempo messi in comunicazione da una porta, la particolarità esterna della rientranza tra i due coni

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cimiteroNato nel 1848, Antonio Curri, dopo aver frequentato la scuola partenopea di pittura, era ritornato per un breve periodo ad Alberobello, ma in seguito si era trasferito nuovamente e in modo definitivo a Napoli. Nonostante ciò, egli mantenne sempre vivi i rapporti con il paese natio e, in particolare, con i notabili locali, tanto che fu interpellato per alcuni lavori da Nicola Agrusti, sindaco dal 1879 al 1889.

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