• Alberobello

    Storia Read More
  • Cultura

    Associazioni culturali, Gastronomia, Sport... Read More
  • 1
  • 2
Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

L' iniziativa nasce da un progetto comune fra Iuav di Venezia e Politecnico di Bari «Lo sguardo incontra in ogni direzione l' instancabile rete di muri di pietre a secco, e al di sopra di ogni recinto è fermato da bizzarri chioschi costruiti fra gli alberi tronchi di cono spettri di un' epoca dimenticata».

È l' incipit di un saggio di Émile Bertaux - Étude d' un type d' habitation primitive: trulli, casedde et specchie des Pouilles - pubblicato nel 1899 all' indomani di un viaggio nella Murgia dei trulli.

Sentimenti di stupore che, non per caso, Angelo Maggi, docente di Fotografia allo Iuav (Istituto di architettura di Venezia), sceglie di ricordare fra le righe del suo scritto che accompagna il libro Enrico Peressutti. Fotografie mediterranee, appena uscito per i tipi delle edizioni Il Poligrafo (pp. 136, euro 30) e curato da Serena Maffioletti dello stesso Iuav. Ed è di un volume-catalogo che si parla visto che le 88 immagini in bianco e nero di Enrico Peressutti (1908-1976) - col suo Studio BBPR tra i protagonisti dell' architettura italiana del ' 900 - scattate durante un viaggio in Valle d' Itria negli anni Cinquanta non sono soltanto finalmente edite in un libro ma fanno parte di un più articolato progetto espositivo. Il loro debutto in una mostra a settembre allo Iuav, in occasione della Biennale di architettura di Venezia, approderanno anche a Bari, al castello svevo dove saranno esposte dal 7 al 18 dicembre.

A rendere possibile l' operazione le sinergie fra lo Iuav, guidato da Amerigo Restucci, e il Politecnico barese, attraverso il rettore Nicola Costantino (e il Museo della fotografia). E si parla di fotografie che, nel restituire uno sguardo su una Puglia ancora arcaica, sono rimaste finora inedite o meglio in parte note, poco più di mezzo secolo fa, solo a pochi addetti ai lavori. A ricordarlo è la curatrice Serena Maffioletti, che allo Iuav insegna Composizione architettonica e urbana: «Pubblicate, fra il 1954 e il 1956, in due numeri della rivista Casabella-Continuità le fotografie che Peressutti scatta nella campagna di Alberobello, Martina Franca e Locorotondo appartengono a un' indagine sull' architettura spontanea».

Più recente, invece, il loro recupero e valorizzazione. «Marina Peressutti ha voluto rendere pubblici - racconta la curatrice - i due album in cui suo padre, Enrico, raccolse 88 delle circa 300 fotografie scattate nei primi anni ' 50 in Puglia, soprattutto nelle Murge: come attesta un cartiglio da lui stesso incluso, i due album furono composti a Princeton, dove insegnò dal 1953 al 1959. Così con Marina Peressutti e l' editore abbiamo inteso questa pubblicazione il più fedele possibile dei due album, restituendo la sequenza delle immagini composta dall' autore e includendo la lettera che Le Corbusier gli invia e che l' architetto milanese inserisce».

Proprio così: il leggendario maestro dell' architettura del Novecento dinanzi ai trulli fotografati da Peressutti dirà: «È qualcosa del massimo interesse, è architettura, è arte». Varrà la pena, allora, scoprire queste immagini, sia attraverso il libro che la mostra, per capire cos' è andato perduto di quel paesaggio e di quell' umanità che abitavano la Murgia dei Trulli. «Tornare indietro non è più possibile, ma - avverte l' urbanista Nicola Martinelli, prorettore del Politecnico- le fotografie di Peressutti sono fondamentali per la loro capacità di documentare il valore identitario di queste architetture e paesaggi. Rappresentano, anzi, un monito perché s' insegua un futuro sostenibile. Ne parleremo anche al castello svevo nella giornata inaugurale della mostra, durante un seminario sulla teoria delle persistenze sposata dallo stesso Peressutti, che chiamava così quegli insediamenti che avevano conservato la loro identità originaria».

Repubblica — 17 novembre 2010   pagina 11   sezione: BARI

Potrebbe interessarti anche...

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo accetti qualunque suo elemento ed acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione: