• Alberobello

    Storia Read More
  • Cultura

    Associazioni culturali, Gastronomia, Sport... Read More
  • 1
  • 2
Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

funerale mons ruppiCosa pensava, cosa diceva, su cosa meditava, mons. Ruppi, quando, nel corso del lungo estenuante tragitto della processione dei santi Cosma e Damiano, procedeva, assorto, con gli occhi fìssi sulle reliquie che, religiosa­mente e rispettosamente, aveva tra le mani?

Me lo sono sempre chiesto e la risposta è stata: pregava, contemplava. Ma si può pregare in quel contesto, con l'intensità che, in Lui, era fin troppo evi­dente? Non uno sguardo alla gente, alla strada, alla "parata". Mons. Ruppi e le Reliquie, un tuttuno che passava benedicendo con la propria concentrazione, con la preghiera assorta che, di sicuro, non trascurava i fedeli presenti, gli assenti e, soprattutto - come era sua solita sollecitudine - le vicende della città, della Regione, del Paese, del mondo, le difficoltà dei giovani, i bisogni dei diseredati e dei migranti, dei pellegrini e fedeli, le sofferenze e le speranze di tantissimi che gli chiedevano aiuto, per i tantissimi che gli si erano racco­mandati e per i quali Egli aveva fatto tutto quello che umanamente gli era possibile. Per tutti ed ognuno mons. Ruppi aveva una sensibilità particolare, ne condivideva sofferenze e gioie, speranze e progetti. Non dimenticava i defunti ed assicurava sempre "ho pregato per...". E non era un'affermazione vuota. Credeva -e lo dimostrava- nell’efficacia di questa preghiera intensa, assorta, intenta, concentrata, meditata, sublimata.

Si riconoscerà sempre che don Cosmo era uomo, soprattutto, di azio­ne, di comunicazione, di condivisione effettive. Ma c'era anche, ancor più impegnativa e defatigante, la 'faccia' privata della contemplazione, della preghiera, del colloquio con il suo e nostro Dio,

Lo avevo sperimentato più volte ma, sicuramente, quello che accadeva durante quel tragitto possiamo tutti averlo intuito, immaginato. Don Cosmo, dopo la celebrazione solenne, dopo le parole sublimi ed attualizzate di intro­duzione alla processione, si chiudeva in sé, si concentrava su quelle reliquie che, con evidente rispetto, portava tra le proprie mani, pregava e benedice­va passando.

Era faticoso, per lui - e lo si notava dopo - quel procedere lento ed in­tervallato, quella posizione portante, quell’esemplare meditazione-preghiera avulsa dal circostante, quel colloquio con i suoi Santi. Negli anni sempre, esemplarmente, lungamente orante e sofferente. E mai un lamento, una re­criminazione.

Anche quando la cattiveria umana, ancor peggiore perché ammantata di legalità presunta e di potere personalizzato e di parte - va ricordato - fece coincidere quel giorno con un sospetto, con un provvedimento giudiziario la cui insussistenza sarebbe stata dimostrata negli atti dopo anni ma di cui tutti erano sicuri già allora, mons. Ruppi, non fece trapelare il proprio tor­mento interiore. Pronunciò il suo Fiat e si immerse nella meditazione e nella preghiera anche per chi - ne sono sicuro - lo aveva ferito cinicamente, ingiu­stamente.

Chiunque, ora, sostituirà in processione don Cosmo, avrà, in Lui un mo­dello. In tutti noi resterà la figura di un Vescovo che ''pertransivit' benedi­cendo, orando, benefaciendo. Grazie, don Cosmo, resta con noi.

Tratto dalla rivista "La Festa dei Santi cosma e Damiano Patroni di alberobello 2011" - Fotografia F.lli Annese

Potrebbe interessarti anche...

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo accetti qualunque suo elemento ed acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione: