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alberobellesi_nel_mondo_rettangolareQuesto redazionale ha come obiettivo una raccolta di dati relativi a tutti gli alberobellesi sparsi nel mondo.

Si avrà la possibilità di interagire con il portale scrivendo la propria storia, inviare le proprie foto, apportare modifiche a storie già scritte e magari inesatte.

Altro importante obiettivo sarà quello di poter creare una mappa con la relativa dislocazione geografica del territorio in cui i nostri 'Paesani' risiedono.

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Scriveteci e ditelo ai vostri amici. Iniziamo a creare la community 'Alberobellesi nel mondo'.

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Ci riusciremo...........? Il Vostro contributo è fondamentale. Vi aspettiamo!


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Antonella_perriniUn piccolo paese, Calalzo di Cadore, a 30 chilometri da Cortina d'Ampezzo, nell'alto Veneto, tra le montagne più belle del mondo: le Dolomiti. Sono ormai vent'anni che godo di spettacoli naturali incantevoli, alteri, superbi tra le Marmarole, gli Spalti di Toro, l'Antelao e il Pelmo. Amo l'autunno, quando le nuvole straziano il ciclo e, pesanti e gravide di pioggia, affogano i monti, premono il paese e stancano la terra con l'acqua che riversano, oppure quando, nelle tante mattine limpide e azzurre, esplodono colori che inebriano: il giallo oro dei larici, l'arancio e il marrone bruciato dei faggi, il rosso degli aceri che spiccano tra il verde degli abeti, colori che aggiungono una luce brillante alla vaga e tenera luce del sole autunnale. E' una pirotecnica cromatica, l'acceso delirio di quella che è la dolce e falsa agonia di una natura che profuma di terra e funghi e che risuona del vitreo fragore delle foglie che si abbandonano al terreno-tutto è pronto per la morte apparente dell'inverno.

Splendido l'inverno: l'epifania della neve è annunciata dall'aria perlacea, di latte, che odora di ozono; la natura trattiene il respiro...tutto è assorto, surreale...la luce si fa avara e, finalmente, scende la neve...e abbraccia tutto. Un silenzio assordante s'addensa nel paese, tra le luci smarrite e il placido fiato delle case che sale dai camini. E' il dolce naufragio nell'inverno di montagna. Nel brivido dell'aurora invernale, la gelida levità di un sole che si rifiuta di scaldare illumina i boschi molli di neve, spalanca un mattino di vette, colorate, prima, di un roseo incarnato che si accende di viola, rosso e arancio e poi diviene miele, ambra e ghiaccio. Il bianco dilata lo spazio che trabocca oltre i confini dei monti. Le Dolomiti si riaccendono, degli stessi colori del mattino, al tramonto, prima che si diffondano i languori lunari nell'aria che s'inargenta e lancino i loro limpidi acuti le notti debordanti di stelle luminosissime.

E' in questi posti che vivo e lavoro. Insegno Italiano e Latino nel triennio del Liceo Scientifico del paese di Tiziano, Pieve di Cadore, e, da quest'anno, sono anche responsabile di sede.

Mi sono inserita perfettamente in un ambiente di lavoro stimolante e vivace e posso dire di essere diventata un punto di riferimento importante per i miei colleghi e per i miei alunni, che continuano ad essere presenti nella mia vita e legati a me anche quando hanno concluso i loro studi liceali. In tutti questi anni ho presentato personaggi come Andreoli, Nordio, Zecchi, Crepet, Lidia Ravera, Brizzi, Camon, Barilli, ed altri

ancora, nel corso di conferenze che si sono tenute a scuola o al Comune o a Belluno. Insomma, una vita piena, ricca di soddisfazioni, ravvivata da solide amicizie e da un rapporto di coppia bellissimo fatto di complicità, interessi comuni, immensa stima, grande fiducia e profondo affetto. A tutto questo non posso non aggiungere le discese con gli sci su piste di soffice cristallo e le corse con i pattini sui laghi ghiacciati!

Ma…verso Aprile, il richiamo del Sud diventa asfissiante ed opprimente e...sogno l'estate! E l'estate per me è quella sudaticcia e sciroccosa del Sud, il sole è quello feroce e impertinente del Sud, i profumi sono quelli di liquirizia, di origano, di basilico, di gelsomino, di pino marittimo, del mare del Sud...gli affetti, le amicizie antiche, i suoni, i colori del Sud...e torno a casa, ad ALBEROBELLO, dove le mie radici sono ben abbarbicate al suolo e dove, nonostante la bellezza sfacciata e impudica delle Dolomiti, tornerò...

ANTONELLA PERRINI

Articolo tratto dalla Strenna di Santa Lucia 2006

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alberobellesi_nel_mondo_k2E’ noto che a fine anni ’800 il declino della agricoltura tradizionale, il rapido incremento naturale della popolazione, l’apertura dei mercati del Sud ai prodotti del Nord a seguito della creazione di nuove vie di comunicazione dell’Italia unificata, concorsero a creare nel Mezzogiorno condizioni di estremo disagio che sfociarono nel fenomeno migratorio. L’esodo di connazionali, arrestatosi soltanto nel corso delle due guerre mondiali, riprese con vigore dopo il 1945 pur con variazioni nel numero degli emigrati e delle mete: non più le Americhe ma il centro Europa e il Nord Italia.

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