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Pietro LippolisPietro Lippolis nacque ad Alberobello il 3 aprile 1891, da Gio­vanni Biagio e Grazia Marraffa.           

Frequentò in Alberobello le scuole elementari e le prime due clas­si del ginnasio, queste ultime alla scuola privata secondaria istituita, dai Sacerdoti Prof.ri don Francesco D'Onghia e Don Giovanni Girola-mo, per consentire ai giovanetti alberobellesi di avviarsi alle pubbliche scuole secondarie che, allora, esistevano solamente nelle città viciniori di Conversano e Monopoli. Altri suoi insegnanti furono i Prof.ri Miche­langelo Lasorte e Giuseppe Pinto.

Orfano di padre, nel 1905 frequentò la 3" ginnasiale a Torino presso l'Istituto S. Casa di Nazareth. Dal 1906 al 1910 frequentò il Ginnasio-Liceo pareggiato di Conversano, essendo chierico presso quel seminario vescovile. Nel luglio del 1910 vi consegui la licenza li­ceale di onore (senza esami).

Nel novembre dello stesso anno conseguì in Bari, da privatista, la Licenza della Scuola Normale.

Nominato insegnante provvisorio ad Alberobello, vi prestò ser­vizio negli anni 1911 e 1912.

Insegnò successivamente nelle Scuole Elementari di Cisternino (frazione Mannelli), di Manduria, di Modugno (ove fu incaricato della Direzione Didattica) e di Bari città.

Si iscrisse contemporaneamente alla Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università di Napoli, dove conseguì la Laurea il 24 novembre del 1917.

Fu iscritto, il 13 giugno 1919, nell'Albo dei Procuratori esercen­ti e, il 22 novembre 1923, nell'Albo degli Avvocati dell'Ordine di Bari. Intraprese così la professione forense che esercitò, con successo, sino al 1931.

Nel 1921 aveva conseguito, col massimo dei voti, presso la Corte di Appello di Trani, l'abilitazione al Notariato.

Nel 1931 vinse il concorso notarile per esami e fu nominato Notaio alla residenza di Conselice (Ravenna).

Nel 1933 venne trasferito alla sede notarile di Monopoli, nel 1940 alla sede notarile di Bari e, quindi - a sua domanda - nella pre­cedente sede di Monopoli.

Nel 1952 fu trasferito alla sede notarile di Velletri e, il 26 gen­naio 1957, alla sede di Roma ove esercitò sino al giugno 1963, quando - a domanda - fu collocato in pensione.

 

Su proposta del Consiglio Notarile di Bari, con decreto del 27 ottobre 1937, fu nominato,per meriti professionali, Cavaliere della Co­rona d'Italia.

Fu Giudice Conciliatore nei Comuni di Putignano e di Monopoli e fu designato, dal Consiglio Notarile di Bari, ad assumere la difesa dei Notari del Distretto, nei giudizi disciplinari.

Nelle elezioni amministrative del 1946, fu eletto, con largo suf­fragio preferenziale, Consigliere Comunale di Monopoli, nella lista "Combattenti ed Indipendenti".

Fu corrispondente del "Corriere delle Puglie", de "La Gazzetta del Mezzogiorno", de "II Tempo", de "II Mondo" e collaboratore de "L'Italia Meridionale" di Bari, del settimanale "La Riscossa" (Bari) e del periodico di classe "II Notaro" (Roma).

Quale pubblico riconoscimento dell'opera svolta per la cultura pugliese e meridionale, con deliberazione del 29 maggio 1966, l'Assem­blea generale lo nominò Socio Corrispondente della Società di Storia Patria per la Puglia.

Si spense in Roma J'8 ottobre 1975.

Al termine di queste schematiche note biografiche che espongo­no solo cronologicamente e per grandi linee l'intenso cursum vitae del Nostro, non possiamo non fermare il ricordo e la meditazione su ciò che Pietro Lippolis,  quasi per caso, disse di se stesso, in una circo­stanza che assunse un particolare significato.

All'atto del suo collocamento in pensione, dopo cinquant'anni di poliforme attività professionale, gli amici ed i familiari si riunirono festosamente intorno a Lui in un'intima e commovente cerimonia di saluto e di augurio. Era il 29 giugno 1963.

Come accade in queste occasioni, furono improvvisati alcuni discorsi. A tutti rispose, poi, il festeggiato, il quale concluse il suo dire con le seguenti parole che possono ben definirsi l'epigrafe della sua vi­ta esemplare:

"Molte lodi mi sono state fatte. Vorrei che corrispondes­sero tutte alla realtà e, dal momento che siamo in clima di festività papale ed abbiamo i3 nostro nuovo Papa Paolo, vorrei richiamarmi a Paolo di Tarso. Vorrei cioè che si po­tesse verificare per me, nella vita, quello che Paolo di Tarso disse di se stesso: bonum certamen certavi, cursum consumavi, fides servavi. "

 

 

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