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presentazione libro alberobello vinicio aquaro 01 03 2019

Presentazione del libro "Alberobello - l'umanesimo dei trulli" di Vinicio Aquaro editrice AGA Alberobello, venerdì 1° marzo 2019, alle ore 17.30, presso la Chiusa di Chietri.
Interverranno:
- l'Avv. Michele M. Longo, Sindaco di Alberobello
- Nicola Redavid, Editore e Presidente Pro Loco di Alberobello
- Vinicio Aquaro, autore del libro
- Prof. Filippo Boscia, Presidente Nazionale Medici Cattolici Italiani e Presidente onorario Società Italiana di Bioetica
- Prof. Francesco P. Selvaggi, Professore Emerito di Urologia presso Università degli Studi di Bari "Aldo Moro"
- Dott. Donato Pentassuglia, Presidente IV Commissione Regione Puglia Sviluppo Economico - Agricoltura - Turismo
- Dott. Vincenzo Magistà, Direttore TG Norba
- Ecc. Mons. Giuseppe Favale, Vescovo della Diocesi di Conversano-Monopoli

- IL LIBRO -
La rappresentazione di Alberobello nella sua dimensione umano-consociativa, compiuta e pubblicata nel 1988 da Vinicio Aquaro con prefazione di Franco Ferrarotti, lungi dal risolversi in un semplice effetto grafico derivato da simpatia territoriale, è piuttosto, nei dieci capitoli in cui si articola, una giusta ricognizione dei 'semina rerum', delle ragioni e delle radici del vissuto alberobellese così come esso è andato determinandosi nel tempo.
Gli orizzonti antropici tracciati nel testo furono già autorevolmente condivisi trent’anni fa dal Ferrarotti, il quale fornì un’implicita ratifica culturale e sociologica. Il mio giudizio – per nulla falsato dalla cordialità che mi lega all’Autore – non può che confermare quello dell’illustre sociologo. In queste pagine, che opportunamente vengono rieditate, si può constatare la permanenza di quegli aspetti valoriali individuati e significati nell’88, e poi sanzionati dall’Unesco nel 1996. In quell’anno al limite del millennio, infatti, Alberobello entrò nella lista dei beni universali patrimonio dell’Umanità.
Occorre subito notare che in questo suo libro Aquaro non descrive i trulli nella loro materialità e nella stranezza della loro configurazione. Oltrepassando la curiosità visiva, egli costruisce, piuttosto, un significativo macropensiero dei trulli. Il codice di lettura da lui propugnato sorpassa quindi le apparenze, le immediate impressioni sensoriali, il semplice contatto d’occasione, la meccanicistica filologia della pietra su pietra. L’abitazione pietrosa viene colta e proclamata dall’Autore come bene diffusibile, quindi come effettiva espressione di quella civiltà dei trulli il cui habitat continua ad attrarre folle di visitatori d’ogni provenienza e d’ogni nazione.
Nel volume, inoltre, non è difficile individuare un cammino esistenziale binario: da una parte il percorso lavorativo concernente la vita e la sopravvivenza in un territorio selvoso, dall’altra il percorso cristiano con le sue risposte interiori
alle grandi speranze. È come se fosse consolidata una provvidenza a due tonalità: quella umano-storica, – quasi biologica – dell’esistere laborioso, e quella divino-compartecipativa dell’intervento celeste.
Infine, dalla prospettiva della mia vocazione monastico benedettina, per tanti anni vissuta nell’Abbazia della Madonna della Scala in Noci, mi verrebbe da pensare che la gens alberobellese – che tra l’altro è condivisiva della devozione
alla Madonna di Barsento, un insediamento benedettino ritenuto del VI secolo – continui a cadenzare le proprie giornate al ritmo sapiente della regola di San Benedetto: 'ora et labora'. Un’anima bipolare, dunque, quella di Alberobello: da un lato guarda alla praticità empirica del faticoso quotidiano e dall’altro si eleva e spazia nella dimensione dell’Oltre, del Trascendente.
Del resto sono anch’io testimone dell’anima devota della Comunità dei trulli, soprattutto verso i suoi patroni, i Santi Medici Cosma e Damiano, ai quali, a buon titolo e con appropriata coerenza, Vinicio Aquaro dedicò, nel 1988, il libro che ora rinasce.
(Dom DONATO OGLIARI - Arciabate e Ordinario di Montecassino)

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