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sole-campana-orologioPresentazione del libro

5 Settembre 2013 ore 19,45 Salone Santi Medici Alberobello
L'ultima fatica professionale di Dino Angelini: Il sole, la campana e l'orologio. Modelli di temporalità a Locorotondo.
Una analisi puntuale, ancora una volta significativa e importante per comprendere meccanismi complessi.

Leonardo Angelini

Il sole la campana l’orologio Modelli di temporalità a Locorotondo- Edizioni Psiconline” con prefazione di Annamaria Rivera Appartiene alla collana Punti di vista che presenta un modo diverso o personale di vedere gli argomenti della psicologia e delle scienze umane.. Ne è autore Leonardo Angelini, un noto psicologo e psicoterapeuta d’origine locorotondese e che attualmente è responsabile di Free Student Box, servizio di counselling psicologico dell’Ausl rivolto a studenti delle superiori, genitori ed insegnanti.
Tre diversi modelli di temporalità fra la popolazione di Locorotondo scanditi dal sole, dalla campana e dall ‘orologio. Per far questo l’autore si è avvalso non solo delle testimonianze di 37 informatori” appartenenti al mondo dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria ma ha utilizzato in primis la sua cultura ben sedimentata, i ricordi d’infanzia, una analisi rigorosa e una mirabile capacità di acuta indagine sociologica, ontogenetica, filosofica, antropologica,psicanalitica che ha collegato ad una realtà cittadina minuscola (quella di Locorotondo ) che, pur nei mutamenti sociologici è ancora incantevole e ricca di valori , Ebbene tra le pagine, in modo raffinato, incantevole e molto scientifico, si parla proprio del tempo (sempre rispondente all’esigenza di eludere ansie ed angosce legate alla consapevolezza della nostra mortalità ), così com’ era ed è vissuto nella zona della Valle d’Itria dai contadini, dagli artigiani e dalle nuove generazioni rafforzando, ancor oggi, il senso dell’identità personale, di gruppo e di genere. E ciò è indagato ponendo l’obiettivo sul punto di vista maschile (da sole a sole, mese, anno, stagione, ricorrenze religiose a cui spesso si collegavano lavori agricoli, semine, raccolti,ecc) e da quello femminile (tempo utilizzato al massimo e che sembrava dilatarsi quotidianamente tra mille incombenze casalinghe, familiari, extrafamiliari, assistenza ai bambini, agli anziani, ecc ). Si parla della dipendenza delle donne dalla famiglia d’origine, dalla maestra di cucito o ricamo, dal marito e poi dai datori di lavoro e delle attività lente, ripetitive, monotone, sfiancanti in una società in cui il periodo di “ferie pagate” era del tutto inconcebile sia per gli uomini ed ancor più per le donne. Era un dovere lavorare presto e bene e far un lungo apprendistato per eccellere come “femmenazza” valente oppure nel mestiere intrapreso superando i maestri. Poche donne grazie a tenacia, creatività e bravura riuscivano a dar vita ad affermate botteghe d’arte o di confezioni, ma spesso , per far questo, dovevano rinunciare ad avere una propria famiglia e dedicarsi del tutto all’amato lavoro.Inoltre ogni famiglia aveva il suo dolce aedo, un nonno che raccontava favole che si concludevano con la vittoria dei buoni, la sconfitta degli oziosi e dei cattivi e soprattutto con pillole di saggezza ed intratteneva i bambini anche delle vicine di casa. Invece le nonne, quando terminavano di far ordine in casa, prendevano in braccio i piccoli semiaddormentati e se li portavano accanto agli ampi bracieri avvolgendoli in un caldo abbraccio ed in ninnenanne che conciliavano il sonno.Tutto questo aveva una sorta di effetto terapeutico poiché placava gli immancabili conflitti interiori, le paure legate alle fasi della crescita Tra le pagine del libro,si accenna anche all’abitudine dei nostri avi di dar ai nipoti il nome dei nonni paterni o materni sottolineando l’aspirazione all’immortalità. Quindi il contadino si basava sul sole e tentava di governare bene il tempo delle semine e dei raccolti; gli artigiani erano attenti a misurare il tempo del lavoro basandolo sui rintocchi delle campane, gli allievi osservavano i propri maestri per scoprire i segreti dei lavori che avrebbero consentito loro di divenire maestri e formarsi una famiglia al tempo opportuno. Oggi il tempo è scandito dagli orologi, stanno scomparendo i lavori artigiani, sono nati lavori diversi, si va sempre di fretta ma sono sempre più numerosi coloro che fanno coincidere le ferie con i periodi delle semine e dei raccolti o della festa patronale perché serbano il gusto di coltivar ancora il proprio pezzetto di terra ed il gusto delle belle chiacchierate con gli amici, della passeggiata in villa, del l’andar per funghi, ed è così che sanno sottrarsi alla tirannia del tempo, alle angoscie,alle paure, agli influssi spesso nocivi e tritavalori dei massmedia e sanno riconciliare il tempo dei nostri avi con la contemporaneità. In tal modo la temporalità non esita a proiettarsi,simile a luce di speranza verso il futuro per governarlo e ammansirlo.recuperando il tempo per essere “uomini”, per essere amici e “ selvesi” e quindi degni cittadini della Valle d’Itria: la valle amata dagli Dei.
 
Tratto da...
Dino Angelini
Presentazione del testo di Leonardo Angelini “ Il sole la campana l’orologio – Modelli di temporalità a Locorotondo
di Teresa Gentile
 

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