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ALBEROBELLO - Domenica 16 marzo la parrocchia dei santi medici Cosma e Damiano di Alberobello compie 200 anni. La sua nascita è fissata nel giorno della nomina a 1° arciprete di don Vito Onofrio Lippolis (1814-1841).

Da allora altri nove arcipreti si sono susseguiti: don Vito Antonio Colucci, mons. Domenico Morea, don Giuseppe Caramia, don Francesco Paolo Rotolo, don Nicola Di Vittorio, don Giovanni Battista Mastrangelo, mons. Giuseppe Contento, mons. Giovanni Battista Martellotta e don Leonardo Sgobba.

La storia della parrocchia. A questo punto lo storico Angelo Martellotta fornisce alcune interessanti note storiche, dovute vista l’occorrenza. La chiesa originaria, molto piccola, risale secondo alcune fonti all’incirca al 1600. Divenne, per volere del vescovo mons. Giuseppe Palermo (1612-1673), parrocchia per un lustro (c. 1665- c. 1670) e fu dotata di un parroco e di due chierici. Pare che il Pastore ebbe a dire: “Soffro per tali mie iniziative molte tribolazioni da parte del Conte di Conversano, signore del luogo”.    

Respinta la funzione di parrocchia da parte della Famiglia Acquaviva, la chiesetta la ritroviamo nel 1797 alle dipendenze di Noci, allorché Ferdinando IV volle che tornasse ad autogestirsi, ma nonostante tutto dovettero passare altri 17 anni prima che potesse di nuovo avere un parroco.

Don Vito Onofrio Lippolis fu sottoposto a esame dalla Commissione di Esaminatori Sinodali. Egli era, per quei tempi, il sacerdote piú colto, benché non fosse laureato in teologia. Gli altri 18 sacerdoti erano vecchi, parte inabili per età o per conoscenze, parte divenuta ignorante per l’ozio, mentre nessuno conduceva vita di ecclesiastico, né pensava alla propria istruzione. Non avendo alcuna rendita dalla chiesa, ognuno si occupava degli “affari domestici e rurali”.

Fu così che tutti attendevano con febbrile attesa la promozione all’incarico di parroco di don Vito Onofrio. Il Decreto reale della nomina pervenne il 16 marzo 1814; da quella data, venne investito della dignità di Arciprete-parroco, che sarebbe durata fino alla sua morte (1841). Suo successore fu Vito Antonio Colucci, deceduto giovanissimo.

Intanto, l’arciprete per la propria chiesa commutò la campanella in una di 36 rotola, la dotò di altre due campane, accrebbe la festa dei Protettori e per intercessione del sindaco Francesco D’Amore, con Decreto regio del 24 luglio 1820, le celebrazioni civili e religiose furono anticipate dalla fiera degli animali. Nacquero nello stesso tempo due confraternite, l’una del Santissimo Sacramento e l’altra dei Santi Medici.

Don Vito Onofrio, di doti elette, fu un liberale, un giacobino convinto e ostentò anche durante le funzioni religiose il codino, proprio dei reazionari. Oltre che uomo colto, fu ricco e zelante. Ebbe come nipote il primo nostro vescovo, Marco Antonio Lippolis, amato arciprete-curato di Conversano (1905) e venerato vescovo di Larino (1905) e di Ugento (1924).

Il bicentenario. Per domenica 16 marzo, per volere dell’arciprete-parroco, don Leonardo Sgobba, in ciò coadiuvato da don Angelo, dal Consiglio Pastorale, dal clero della città e da un Comitato scientifico, sono stati organizzati tutta una serie di eventi per festeggiare, appunto, il bicentenario della Parrocchia. Eventi cui seguirà, il 26 marzo, il pellegrinaggio e l’udienza papale in piazza san Pietro a Roma.

Per l’occasione, la presentazione di una monografia sui dieci arcipreti che dal 1814 si sono occupati amorevolmente della parrocchia e la collocazione nella sacrestia di alcuni quadri raffiguranti gli stessi, magistralmente dipinti dal bravo arch. Carmelo Potì; l’esposizione di un grande plastico della basilica, completo della cupola; la realizzazione di un libretto con foglietto erinnofilo a cura del Circolo Filatelico Collezionistico dei Trulli; l’annullo filatelico sponsorizzato dalla parrocchia, ovvero un bollo figurato che riproduce il tema di questa importantissima ricorrenza; l’esposizione perenne, all’ingresso della chiesa, di tutte le pubblicazioni che hanno esaltato la storia della stessa e dei Santi protettori.

Si tratta di un evento di grande valore culturale e spirituale per tutta la comunità alberobellese.

 

Testo tratto da: Govalleditria.it

Foto Annese (Alberobello)

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