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pinnacoli La sommità della copertura conica del trullo termina con filari di chiancarelle di dimensioni minori. Esse sono bloccate dal pinnacolo, elemento cuspidato, composto nella maggior parte dei casi da quattro elementi.

La prima parte è costituita dagli ultimi filari sigillati con malta e generalmente imbiancati con calce; la seconda, in

pietra, è detta cannarile e ha forma cilindrica o a tronco di cono; la terza, sempre in pietra, è detta carrozzola o scodella, secondo la forma; la quarta e ultima parte, la cocla, spesso costituita da una sfera di pietra, può assumere svariate forme.
vert-1-piccPer alcuni studiosi i pinnacoli sono una sorta di “marchio”, posto dai differenti maestri trullari (costruttori) per contraddistinguere il proprio lavoro, o un semplice elemento decorativo prescelto dai proprietari della casa.

Per altri, la loro origine è da ricondurre a una primitiva simbologia magica. Non a caso, le forme che li caratterizzano, (il disco, la sfera, il cono, la piramide a base quadrata o triangolare), nell’antichità erano connesse al culto solare, praticato dai popoli agricoli primitivi e documentato in Puglia fino al primo secolo A.C.

Nei trulli più antichi, il corto cilindro e il disco disposto orizzontalmente sono sormontati da una piramide appena abbozzata, con base triangolare o quadrata. A volte la cocla diviene un poliedro cruciforme o stellato, a volte ripete alcuni dei simboli dipinti a calce.

Talora è costituita da una sfera sormontata da una croce, emblema della cristianità. Per questi elementi, infatti, così come si è verificato per i simboli dipinti, l’originario valore magico sarebbe stato sostituito, progressivamente, da un’interpretazione religiosa.

Nelle costruzioni più recenti, la modificazione del gusto estetico e la migliorata capacità tecnica hanno permesso che le forme tradizionali fossero sostituite da sculture antropomorfe o decorative.

Di varia forma e dimensione i pinnacoli sono presenti su tutti i trulli, e rappresentano tutt'ora un vanto di bellezza della propria abitazione.

Trullo Finito

I simboli

vert-5-piccSul frontale di ogni cupola vi sono dipinti dei simboli, anch'essi, di valore propiziatorio o magico, sia di origine pagana che di origine cristiana.

A questi simboli disegnati sulle chiancarelle utilizzando la calce si attribuiscono vari significati. Vi è una notevole quantità di segni, curiosi e strani, dipinti a calce sui tetti conici dei trulli, interessanti per origine, funzione e varietà tipologica.

Apparentemente insignificanti, ma eseguiti sulla base di reminiscenze, di regole ataviche, di miti e di cerimonie superstiziose, la maggior parte di tali emblemi sono di natura religiosa. Tali raffigurazioni, rese grossolane a causa della superficie del tetto e della non sempre specifica capacità decorativa dell’imbianchino, sono spesso identificabili per intuizione più che per la chiarezza del disegno. Seguendo una classificazione risalente al 1940, ormai consolidata, è possibile suddividerli in: primitivi, magici, pagani, cristiani, ornamentali e grotteschi. Tale suddivisione è puramente indicativa e, benché la sua validità scientifica sia relativa, risulta funzionale a una rapida identificazione.

Sui trulli pugliesi, infatti, sono stati individuati circa duecento segni, tra quelli ancora in uso e quelli descritti da storici del passato. In realtà, anche se quasi tutti i simboli hanno acquisito un significato eminentemente cristiano, il contadino non riesce a staccarsi da un loro fine utilitaristico e apotropaico. L’antica credenza popolare, infatti, considerava questi segni dotati di particolari virtù magiche e capaci di allontanare le influenze maligne.

Anticamente si viveva in funzione del buon esito di un raccolto, temendo che una stagione avversa o una qualsiasi malattia non consentisse di lavorare. I simboli, tramandati di generazione in generazione, in caso d’abbattimento del trullo, erano riportati sul cono appena edificato. Se la presenza di tali segni nelle zone rurali era garantita dalla tradizione, in paese, al contrario, nel corso degli anni tendeva a sparire. Risale al 1926 il ripristino di alcuni di essi nel Rione

Monti, su imitazione di quelli riportati sui trulli più antichi. Altri simboli furono riproposti nel 1934, per ordine del Comitato Provinciale del Turismo, in occasione della prevista visita di Benito Mussolini, giunto a Bari per l’inaugurazione della quinta Fiera del Levante.

Non essendoci stata tramandata alcuna informazione, se non orale, tutto ciò che si è detto sull’interpretazione di tali emblemi è frutto d’intuizioni, deduzioni o parallelismi degli studiosi.

Primitivi
simboli primitiviIn questa tipologia vanno inclusi quei disegni dal significato meno accessibile e non riconducibili ad alcun modello reale. Giunti fino a noi grazie alla loro successiva interpretazione cristiana, sono, spesso, insoliti e rudimentali intrecci di linee curve e diritte, di circoli e triangoli, di punti isolati e linee terminali, prevalentemente di numero tre, cinque e sette. Il fatto che i medesimi segni siano presenti sui vasi antichi apuliani, pensiamo alla croce svastica, o si trovino scolpiti lungo le pareti interne delle tombe primitive, confermerebbe la loro arcaicità. A tale classe appartengono, inoltre, i triangoli, invocazione alla Trinità, i circoli, simboli di Dio, e i punti isolati, segni della miseria umana.

Magici

simboli magiciI simboli magici sono da ricollegare a segni astrologici, zodiacali e planetari. Ogni auspicio ha assunto una specifica simbologia, associata ad alcuni segni dello zodiaco. Il segno dell’Ariete diviene implorazione di vita sana e robusta, il segno del Sagittario è una preghiera propiziatoria affinché si fermino le saette dell’ira divina, quello dei Pesci protegge dai fulmini. I segni del Toro, dei Gemelli, del Cancro, del Leone e della Bilancia, sono augurio di fortuna, rispettivamente per gli abitanti della casa, per i fratelli, per i genitori, per i bambini e per gli sposi. Simboli di maggiore rilevanza sono il Sole e la Luna. Il primo, rappresentato da tre cerchi concentrici, è principio di vita materiale e spirituale per il trullo e per i suoi abitanti. La Luna, custode del trullo addormentato, presenta una croce equilatera accanto alla sua gobba rivolta a levante, affinché non sia confusa con la mezzaluna turca, simbolo di dannazione. Un segno particolare è quello rappresentato da una sorta di tridente rivolto al cielo, divenuto simbolo delle tre preghiere indirizzate alla Trinità.


Pagani

Tali simboli, presenti prevalentemente in zone rurali, sono da ricondurre all’antico culto degli animali professato dai Romani. Queste raffigurazioni, così come le altre, hanno subito una progressiva modificazione interpretativa. L’aquila è diventata simbolo dell’anima che aspira al cielo. La testa del cavallo, del bue, del cane e il gallo rappresentano rispettivamente il lavoro, lo scongiuro da ogni sfortuna, l’emblema della famiglia e quello della vigilanza. Il serpente è segno di prudenza.

Cristiani

simboli cristianiQueste sono le raffigurazioni più comuni, numerose e varie. Infatti, i simboli primitivi, magici e pagani, reinterpretati, sono diventati espressione del culto e della credenza popolare. La cosa non risulta particolarmente strana dato che, anche il primo Cristianesimo assunse simboli solari e astrali, cambiandone il significato. Rappresentazioni del Sole e della Luna, per esempio, sono affrescati sul catino absidale centrale della vicina chiesa di S. Maria di Barsento. Se per lo storico locale Notarnicola l’affresco è da ricondurre al periodo longobardo, quale indizio della presenza di indigeni o di alieni (…) da poco convertiti al Cristianesimo e, quindi, non ancora del tutto depurati degli idoli astrali, secondo l’iconografia medioevale, gli astri maggiori del firmamento assumono una particolare valenza simbolica: il Sole rappresenta la natura divina di Cristo, la Luna, viceversa, la natura umana. Alcuni di questi elementi iconici, come la stella a sei punte o il candelabro a sette bracci, pur essendo di origine ebraica, sono stati successivamente “cristianizzati” nei loro significati. Tutti questi simboli, qualunque sia la loro origine e la loro presunta datazione, si riferiscono alle più svariate manifestazioni e ricorrenze della Chiesa Cattolica. Si passa dal monogramma di Cristo ai simboli della passione, dal cuore trafitto di Maria all’Ostia raggiante, dal Calice Eucaristico alle iniziali dei Santi Patroni o all’alfa e omega. Il simbolo più comune è la Croce. Essa assume svariate forme: semplice, astata, radiante, punteggiata. E’ il più alto segno della cristianità e rappresenta le preghiere innalzate al cielo. Non mancano i segni augurali e propiziatori con il nome della Vergine.

vert-4-piccOrnamentali e Grotteschi

I simboli grotteschi, non sono collegati alla tradizione, ma sono frutto della fantasia del proprietario del trullo. Queste raffigurazioni sono, essenzialmente, espressioni estetiche del contadino, oppure indicano specificatamente l’attività lavorativa dello stesso.

Accanto alle iniziali del nome e cognome del proprietario, è dipinto a volte lo strumento del suo mestiere: una zappa, una falce, una bilancia, un martello, una pialla.

Presenti anche le raffigurazioni delle produzioni agricole, nelle quali il proprietario del trullo è specializzato: una spiga, un grappolo d’uva, un ramo di mandorlo in fiore, un ramoscello d’olivo. Accanto a questi, non è raro trovare una croce, simbolo di scongiuro e d’invocazione propiziatoria.

Non mancano fiori, cuori intrecciati o stelle.

 

 

Tommaso Galiani - Tratto da: "La Guida Storico-Turistica di Alberobello"  SAN.VER.AL PROJECT - 1999

Immagini a colori di Gianni Bimbo

 
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