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La Cavallerizza della serenissima in PugliaTitolo: La Cavallerizza della Serenissima in Puglia
Autore: Giuseppe Notarnicola
Editore: Gastone Bellini - Venezia
Prima edizione: 1933 (Ultima 2008)


L'Autore di questo libro ricorda, all'inizio del suo dotto studio, come esista ancora, a Venezia, una calle detta della Cavallerizza, per indicare, con un tratto caratteristico, la popolarità tutta locale di questa denominazione. La calle della Cavallerizza ci tramanda, infatti, la memoria di uno di quei tanti maneggi cittadini che testimoniarono attraverso i secoli, nella organizzazione stessa della vita intima della Serenissima, l'attenzione da questa portata sempre ai problemi del rifornimento equino. Attenzione di varia natura: non devesi dimenticare, innanzitutto, che fino alla metà del quattrocento il cavallo fu uno dei mezzi eminentemente aristocratici di trasporto in Venezia, tantochè una delle campane di San Marco si chiamò la «trottiera», perchè al suono di essa i patrizi chiamati d'urgenza in Palazzo Ducale lanciavano i loro cavalli al trotto per giungervi il più presto possibile (negli scavi per restauri di monumenti e della stessa Basilica di San Marco furono trovati a centinaia scheletri di cavalli); che, in secondo luogo , la vita ginnica sportiva era tenuta in grande onore nella Capitale della Repubblica ed i giochi delle corse ippiche erano in Venezia frequentissimi (memorabile il torneo equestre del febbraio 1679 in onore di Ferdinando Gonzaga Duca di Mantova nella Cavallerizza, appunto dei Santi Giovanni e Paolo); che, infine si trattava di provvedere ai rifornimenti delle razze locali, sia nell'interesse delle popolazioni, sia per mantenere in efficienza i propri riparti di truppe montate.
Le pagine del prof. G. Notamicola illustrano con vivide luci riflesse questi aspetti curiosi di un mondo che, da qualunque parte lo si riguardi, offre inesauribili motivi di studio, e perciò mi sembrano particolarmente notevoli. Ma notevoli e importanti devono anche ritenersi perchè assurgendo dal pretesto che le hanno originate a più spaziosa meta, si propongono illustrare in modo nuovo ed attraente, quel lato della storia che riguarda i legami affettuosi che intercedettero tra la Serenissima e la terra di Puglia, e lasciarono si profonda traccia di simpatia reciproca nei rapporti sentimentali e commerciali, e negli scambi etnici, tra le popolazioni di San Marco e quelle di San Nicola.
Ancora oggi a distanza di secoli, Bari non manca di celebrare, nell'Ascensione, la ricorrenza annuale dell'8 ottobre 1002 quando la flotta veneziana - Doge Pietro Orseolo II - la liberò dalle barbariche incursioni dei Saraceni. Tradizione gentile: ma questo libro richiamerà agevolmente alla mente del lettore  le origini della dominazione veneziana in Puglia, svelando la profondità centenaria di una solidarietà marinata e nazionale che ancora dura, ed anzi, nel clima della patria italica, si rafforza e si perfeziona sempre più. E non sarà, dunque, questo l'ultimo dei meriti del libro del prof. Notarnicola, che ha saputo con tanta agilità dipanare una matassa folta di ricerche, rendendo divertente per tutti un argomento che evidentemente non aveva in sè i requisiti per esserlo se non per pochi specializzati.

Gino Damerini

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