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L'alabastro di Alberobello del preside Angiulli, è uno spicchio della nostra storia e della nostra memoria che affiora dalle profondità della terra.
La città di Alberobello deve ringraziare questo suo figlio, che, con le sue ricerche, i suoi studi, la sua attività incessante di studioso e di operatore della scuola, ha dato lustro ed importanza all'alabastro calcareo di Alberobello.
E per dirla con l'autore de "L'Orlando furioso": - Nè bei vostri occhi e nel sereno viso, nel sen d'avorio e d'alabastrini poggi, se ne va il pensier mio errando. Anche la nostra fantasia di fronte a tanta bellezza, è percorsa da un fremito di stupore e meraviglia.
Alberobello, riconosciuto bene inestimabile dell'umanità da parte dell'UNESCO, ha tra i suoi tesori, oltre ai trulli, l'alabastro calcitico, naturale, dai colori variopinti, di struttura fibrosa, traslucido e molto pregiato.
Viene utilizzato per confezionare oggetti ornamentali e simboli religiosi, per rivestire pareti e pavimenti.
Ha accompagnato la storia dell'umanità sin dai secoli antichi grazie alle opere degli Egizi, dei greci, dei fenici, degli Etruschi, dei Romani fino ai tempi moderni negli Stati Uniti.
Nella nostra città ci sono esempi concreti di utilizzazione nel santuario dei santi Medici, sull'altare del sacro Cuore di Gesù, nella chiesa di Sant Lucia, nella vetrina marmorea che accoglie la statua di san Francesco, nella chiesa di sant'Antonio, negli ornamenti del frontespizio marmoreo dell'Immacolata, in alcune cappelle del cimitero.
Un fulgido esempio di utilizzazione dell'alabastro di Alberobello sono le colonne del Transatlantico a Montecitorio, sede del parlamento, che pare, siano state realizzate sulla base di un progetto dell'architetto Curri.
Qualche dubbio e qualche incertezza sorge per l'oggi: l'individuazione dei filoni, il costo dell'estrazione, la professionalità delle maestranze, il numero esiguo dei maestri artigiani.
Forse, con l'aiuto dell'Amministrazione Comunale, qualcosa si potrebbe fare per l'apertura di qualche cava.

Nell'anno del Bicentenario, a memoria della liberazione dal servaggio feudale, la città di Alberobello è grata a questo suo figlio e anche al maestro De Palma, per la riscoperta e la valorizzazione di un tesoro nascosto che tanto può ancora dare alla nostra comunità.

Angelo Panarese, sindaco

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