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franco_pontrelliParlare di Franco per avvicinarlo alle nuove generazioni di Alberobello non risulta operazione agevole per un amico d’infanzia, ma anche della gioventu e dei primi anni dell’eta adulta, anni di grandi aspettative, di impegno spasmodico alla ricerca di lavoro per alleviare il peso alle nostre famiglie di artigiani, non certo abbienti, ma rigorosamente dedite a riscattarsi dalla fame e garantire, attraverso lo studio, un futuro migliore ai propri figli.
Ma anche anni spensierati, di lunghe passeggiate, di serate trascorse a fantasticare, a
organizzare giochi, cenette e scenette, ad ascoltare la radio e a guardare in qualche bar o in casa di amici i primi programmi televisivi.
Risulta difficile perché si rischia di cadere facilmente nella retorica, nella banalita, nella selva dei personalissimi ricordi; pertanto, prima di annoiare il lettore, riassumo brevemente la sua vita e, quindi, i suoi molteplici impegni e i tanti interessi coltivati con passione e dedizione estrema.

FRANCESCO PONTRELLI
Nasce ad Alberobello il 28 Dicembre 1946.
Come d'uso all'epoca i genitori, Pietro, stagnino, e Maria Cantora, commerciante, lo registrano all'anagrafe il 1 Gennaio 1947 per 'evitargli' in futuro un precoce servizio di leva.
Alunno modello e studente brillante, frequenta le elementari e, dopo aver superato gli esami di ammissione, la scuola media - ancora non unica - ad Alberobello, quindi il 1 anno di Istituto Magistrale a Bari e gli altri 3 a Conversano, ove consegue l'abilitazione nell'a. s. 1964-65. Nel 1966 parte per il servizio di leva: corso Allievi Ufficiali a Foligno, servizio in artiglieria a Bracciano, Perugia, Cosenza e Bari. Si congeda con il grado di Tenente.
L'11 Settembre 1972, galeotti l'Operazione Emmaus e l'Arte Bar, ancora precario, ma con il coraggio dei forti che l'ha sempre contraddistinto, conduce all'altare Livia Marco.
franco_pontrelli2Dopo svariate esperienze lavorative, anche all'estero, il 1 Agosto 1973 riceve dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni la nomina di 'impiegato P~F a Sestrière, località piemontese che raggiunge una settimana dopo con la famiglia, arricchita alla stessa data dalla nascita della primogenita Tatiana. Tuaila vedrà la luce due anni dopo: il 30 Ottobre 1975 quando, ormai, lavora negli uffici postali di Alberobello e regge quelli di Coreggia, Trito e San Marco.
Nel 1988 si allontana ancorada Alberobello per assumere la dirczione dell'Agenzia Poste e Telecomunicazioni del comune di Danta, in provincia di Belluno, che dirige ininterrottamente fino al prepensiona-mento per gravi e sopraggiunti motivi di salute. Siamo agli inizi del 2004.
IL LAVORO
Raggiunta l'abilitazione magistrale Franco cerca disperatamente qualsiasi lavoro per sentirsi attivamente partecipe della vita della sua famiglia che annovera 5 membri: papa, mamma e le sorelle Isa,
maestra d'arte, e la piccola Anna che frequenta la scuola media. I tempi sono difficili; il lavoro di stagnino e la vendita dei piccoli articoli prodotti non riescono più a garantire un pur minimo sostegno alla famiglia.
Franco si arrabatta: piccoli lavoretti, doposcuola presso la sua abitazione, doposcuola -per il solo punteggio- al Patronato scolastico, traduzioni francese/italiano e viceversa, impegno estivo come animatore nell'Istituto di Rieducazione presso la 'Fondazione Gigante' (la cosiddetta Casa Rossa), le prime supplenze, l'emigrazione con la famiglia a Crans-Montana (Svizzera) nell'estate del 1968, dove lavora persino come "addetto stagionale" agli impianti di risalita presso l'omonima stazione sciistica, i primi guadagni.
franco_pontrelli5IL MAESTRO
Uno dei suoi grandi sogni: l'insegnamento. Con me si rammaricava spesso di non aver superato il Concorso Magistrale prima di quello bandito dal Ministero PPTT.
Il Nostro, infatti, si rivela: un maestro nato. Basta chiedere ai suoi alunni e alle loro famiglie.
Per Franco la professione è 'missione', 'impegno'ed 'arte'.
Sa organizzare il gruppo classe e la giornata scolastica, sa farsi ascoltare, sa interessare, sa incoraggiare, sa stimolare la curiosità, sa esaltare i talenti di tutti e di ciascuno, sa ... insegnare. È un maestro attento e scrupoloso che valorizza ciascuna disciplina di studio, convinto che tutte concorrano alla formazione integrale e armonica della persona e della personalità e che ognuna di esse possa rappresentare la chiave di volta dell'apprendimento anche per gli alunni più discoli, che possa fornir loro quella stima di sé e sicurezza nei propri mezzi che vanno giornalmente coltivati con la perseveranza nello studio e nell'impegno.
Il maestro Pontrelli, già alla fine degli anni sessanta è sulla via della nuova didattica, lavori di gruppo, classi aperte. Non insegna le 'discipline', ma insegna 'attraverso le discipline', che smettono di rappresentare 'il fine dell'educazione' per diventare 'il mezzo della formazione', paradigmi esplicativi della realtà e introspettivi dell'io e dell'essere.
E i ragazzi lo seguono e studiano con passione ed impegno, attratti e sostenuti da nuove modalità didattiche: la lettera, l'intervista, la cronaca, le escursioni, la relazione, la drammatizzazione prendono il sopravvento sul dettato, sul pensierino, sul riassunto, non sul tema che faceva svolgere regolarmente per favorire l'osservazione, la riflessione e l'espressività. E partecipano con entusiasmo alle drammatizzazioni, alle operette e ai recital organizzati in palestra, l'odierno refettorio, collaborando alla stesura dei testi, alla realizzazione della scenografia, ai duetti, ai cori, ecc..
Ancora ricordiamo con tanta nostalgia le 'parodie' e i 'cori' di docenti sotto la sua direzione in occasione di pensionamenti e ricorrenze scolastiche!

L'ARTISTA
Poliedrico, fantasioso, eccentrico, espressivo, talentuoso, disinvolto, ammiccante, coinvolgente, puntiglioso, preparato, colto, aggiornato ... sono i primi aggettivi che si franco_pontrelli4affollano alla mente per cercare di definirlo. In effetti resta impossibile circoscrivere l'artista Francesco Pontrelli o Frankie Ponco, pseudonimo col quale cercò di affermarsi in gioventù. Poeta, attore, cantante, cabarettista, parodista, presentatore di qualsivoglia tipo di spettacolo, ma anche e soprattutto salace scrittore di testi per sé e per gli altri. Apprezzato e stimato da tutti quelli che lo conobbero, l'artista Franco ha avuto soltanto la disavventura di essere nato al Sud e, per giunta, 10 anni prima del tempo giusto. Considerato l'esiguo spazio a disposizione accennerò soltanto ai molteplici eventi cui ha partecipato da protagonista nell'ambito dello spettacolo, attingendo ai miei ricordi e ad alcune delle decine di migliaia di pagine di appunti, di foto e di documenti, che con certosina pazienza aveva ordinato e che la famiglia ha gentilmente voluto mettere a mia disposizione. Sin dalle scuole elementari si esibisce più volte come attore cantante e perfino batterista, poi: la rappresentazione di commedie (con gli Amici del Teatro Luigi Pirandello) e di scenette -per la gran parte suoi testi- nei saloni parrocchiali dei SS. Medici e
Sant'Antonio; i primi tentativi eccellenti e seguitissimi di spettacoli di Cabaret nostrano presso l'Arte Bar (Zona Monti), ove si rivela autentico mattatore; firma parodie e testi; partecipa al Gruppo Folkloristico 'Città dei Trulli', scrivendo o riadattando i testi di alcune canzoni del repertorio; partecipa ad un concorso canoro regionale, classificandosi al 4° posto; presenta e anima molte edizioni della "Maschera d'Oro", mettendo anche a punto, nell'ambito della stessa, il gioco "Passa o Rattoppa", quiz a premi riservato a squadre di alunni di scuola media dei paesi limitrofi, e del Minifestival canoro "Sant'Antonio"; scrive, presenta ed anima serie di programmi nelle Radio locali e a Teletrullo, che si occupano tra il serio e il faceto dei problemi sociali, economici e politici della nostra comunità: le trasmissioni, seguitissime, diventano ben presto interattive e le redazioni, lo stesso Franco, vengono sommerse da lettere e telefonate; nel 1973 primeggia nelle selezioni e vince una puntata de "La Corrida", il programma televisivo presentato da Corrado Mantoni.
Anche a Danta continua a dare anima alla sua vena artistica: vince un Concorso di poesie e l'Editrice "Libro Italiano" pubblica l'intera raccolta; continua a presentare e animare spettacoli nelle scuole e nelle piazze ... fino a quando la malattia lo assale e lo corrode.
Franco si difende, si aggrappa alla medicina, alla scienza, alla famiglia, ormai copiosa anche di quattro splendidi nipotini, agli amici, alla fede, alla speranza e contrattacca: medicine, ricoveri, interventi chirurgici, chemioterapie ... Ormai sa, ha letto ed approfondito tutto di quel male che lentamente, ma coriaceo e baldanzoso, avanza e lo costringe a dolori atroci. Franco si piega in due, ma resiste. È sicuro di farcela ... fino al 26 Novembre 2006. Addio e arnvederci caro amico! Conta sull'immenso affetto dei tuoi e sulla stima di chi ebbe la fortuna di conoscerti!

Tratto da un'articolo di Modesto Cammisa pubblicato sulla "Strenna di Santa Lucia" - Edizione 2007

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