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La Festa Patronale  "inedita" in tempo di Coronavirus

Speravamo che il terribile virus Covid-19 non durasse così a lungo quando è iniziato il lockdown in Italia. Speravamo che il confinamento  nelle  nostre case finisse completamente per poter celebrare la festa patronale dei santi medici Cosma e Damiano secondo la tradizione plurisecolare  e identitaria del paese unico al mondo, Alberobello.

In un momento sociale e religioso drammatico e del tutto nuovo e inimmaginabile , ancora ci siamo ritrovati per un appuntamento atteso e diventato tradizionale: quello dell'esposizione pubblica delle statue e delle reliquie dei santi Cosma e Damiano il giorno del 1° settembre. Veramente in que­sto difficile anno 2020, già abbiamo esposto straordinariamente le statue dei Santi dal 21 marzo al 16 maggio, per ben 56 giorni, chiedendo ai santi Medici la cessazione della terribile pandemia.

Ce la faremo?

Tuttora ci domandiamo: riusciremo, davvero a venirne fuori? L'estate sta finendo e i segni della ripresa dell'epidemia , purtroppo, ci sono. Nei nostri discorsi ci raccontiamo di quello che abbiamo vissuto e l'idea stessa di un nuovo lockdown ci sprofonda tutti nell'ansia e allontaniamo il pensiero con spavento. Come operatori pastorali della nostra parrocchia insieme ai sacerdoti ci siamo incontrati per condividere riflessioni e rilevare nello stesso tempo che la nostra comunità , come tutta la Chiesa Italiana , avverte smarrimento, confusione e incertezze che si assommano alle difficoltà nel riprendere una vita pastorale "normale " e celebrare quest'anno una festa patronale "normale ".

Ce la faremo a non lasciarci prendere dalla paura , a lavorare , a coltivare relazioni ed affetti , a dare senso profondo alla nostra vita , a non lasciar dilagare in noi e attorno a noi l'ombra oscura dello scoraggiamento, della critica , del vittimismo, per immaginare una vita più autentica ed essenziale?

Sì, forse sì!

Il virus una punizione di Dio?

Ho pensato  e continuo a pensare che il tempo che stiamo vivendo, a saperlo leggere, è tempo di grazia , non di disgrazia; i biblisti lo chiamano kairòs, tempo in cui Dio fa nuove tutte le cose, in cui possiamo, infine, diventare discepoli più convinti di Gesù Cristo, sull'esempio dei martiri  Cosma e Damiano.

La pandemia del "Coronavirus" ci ha bruscamente risvegliati dal pericolo maggiore che hanno sempre corso gli individui e l'umanità , quello dell'illusione di onnipotenza. Il predicatore della casa pontificia , padre Raniero Cantalamessa , ha letto così la situazione pandemica: "Mentre affrescava la cattedrale di San Paolo a Londra , il pittore James Thornhill, a un certo punto, fu preso da tanto entusiasmo per un suo affresco, che retrocedendo per vederlo meglio, non si accorgeva che stava precipitando nel vuoto dall'impalcatura. Un assistente, inorridito, capì che un grido di richiamo avrebbe solo accelerato il disastro. Senza pensarci due volte , intinse un pennello nel colore e lo scaraventò in mezzo all'affresco. Il maestro, esterrefatto, diede un balzo in avanti. La sua opera era compromessa , ma lui era salvo. Così fa Dio, a volte con noi: sconvolge i nostri progetti e la nostra quiete, per salvarci dal baratro che non vediamo.

"Ma attenti - continua padre Cantalamessa - non è Dio che con il Coronavirus ha scaraventato il pennello sull'affresco della nostra orgogliosa civiltà tecnologica. Dio è alleato nostro, non del virus!". "lo ho progetti di pace non di afflizione ", dice la Bibbia (Ger 29,11). Se questi flagelli fossero castighi di Dio - come qualcuno può dire - , non si spiegherebbe perché essi colpiscono ugualmente buoni e cattivi , e perché , di solito, sono i poveri a portarne le conseguenza maggiori. Sono forse più peccatori degli altri? No! Colui che un giorno pianse per la morte di Lazzaro, piange oggi per il flagello che si è abbattuto sull'umanità. Dio "soffre" come ogni padre e ogni madre. Dio partecipa al nostro dolore per superarlo e trasformarlo. Non ha fatto così il Figlio di Dio nella sua passione e morte sulla croce? "Essendo supremamente buono - ha scritto sant'Agostino - Dio non permetterebbe mai che qualsiasi male esistesse nelle sue opere, se non fosse sufficientemente potente e buono, da trarre dal male il bene". Forse che Dio Padre ha voluto lui la morte del suo Figlio sulla croce, a fine di ricavarne del bene? No, ha semplicemente permesso che la libertà umana facesse il suo corso, facendola però servire al suo piano, non a quello degli uomini. Questo vale anche per i mali naturali , terremoti ed epidemie. Non li suscita lui. Egli ha dato anche alla natura una sorta di libertà, qualitativamente diversa, certo, da quella morale dell'uomo, ma pur sempre una forma di libertà. Libertà di evolversi secondo le sue leggi di sviluppo. Non ha creato il mondo come un orologio programmato in ogni suo minimo movimento. È quello che alcuni chiamano il caso e che la Bibbia chiama invece "sapienza" di Dio.

Cosa pensare per la festa "inedita" dei nostri Patroni?

Nello stesso tempo però, eventi anche drammatici come il Coronavirus , possono essere, di riflesso, un guadagno in termini di consapevolezza e di riflessione sul proprio vissuto e su quello della popolazione: offrono la possibilità di discernere periodicamente nelle nostre abitudini lessenziale e il superfluo, il vero dal falso, quello che vale la pena custodire e quello che incide negativamente nella storia della popolazione. Anche la festa "inedita" dei santi Medici di quest'anno deve farci scoprire che a ricorrere all'aiuto e alla protezione dei Santi Medici ritroviamo fratelli e sorelle di tutto il mondo in lacrime che ci chiedono conto dei nostri stili di vita e delle nostre folli prassi vacanziere. La festa "inedita" dei Santi Medici di quest'anno deve aiutarci a vedere la differenza fra una devozione egoista, dispiaciuta dei diciottomila euro di fuochi non  sparati e una  devozione solidale contenta di destinarli a scopi umanitari , la differenza fra religiosità bisognosa di soddisfare i propri sensi e fede capace di andare oltre il superfluo per concentrarsi sull'essenziale  dell'esistenza  e dell'umanità. "Peggio di questa  pandemia  c'è il dramma  di sprecarla" ha  affermato  papa  Francesco.

Buona festa a tutti! Don Leonardo

don Leonardo Sgobba
ARCIPRETE RETTORE DELLA BASILICA

 

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