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don-giovanni-martellottaPer 23 anni ho avuto la cura pastorale del santuario di Alberobello

Secondo un detto orientale c’è chi viaggia solo coi piedi ed è ilmercante, a cui preme solo il trasferimento verso centri di interesse economico; c’è chi viaggia con gli occhi ed è il turista che ammirapaesaggi e monumenti; c’è infine chi viaggia col cuore e questi è ilpellegrino, che va al santuario con la profondità del suo spirito, delsuo amore e della sua fede.

Al servizio del santuario dei santi Cosma e Damiano di Alberobelloper ventitré anni, ho avuto la grazia di vedere con i miei occhila verità espressa da questo ignoto sapiente, contemplando ognianno, nei giorni della festa dei Santi Medici, la folla sterminata dipellegrini che di giorno e di notte raggiungeva il santuario: che cosamai può spingere tanta gente a sacrifici spesso davvero gravosi, afatiche spesso estenuanti, a disagi spesso imprevedibili? Certamente,solo la profondità della fede e dell’amore può muovere i passidei pellegrini, piú del desiderio, piú dell’impegno, piú della volontàpersonale.

Questa intuizione semplice ha trovato conferma in tanti altri momentidi devozione vissuti nel santuario: dopo il cammino, la sostaper ascoltare la Parola di Dio, per celebrare il sacramento della Riconciliazione,per vivere l’Eucarestia prima del ritorno a casa. Certo,anche la visita ai Santi, la preghiera devota e confidente, la richiestaspesso accorata di grazie…, ma tutto ho visto sempre compiersi nelsegno della fede e dell’amore.

Chissà quanti miracoli hanno operato i Santi Medici all’insaputadi chi vede le cose dall’esterno! Quanti cuori guariti, prima degliorgani del corpo! Quanti cammini interiori riavviati, prima che feliciritorni a casa! Quante decisioni importanti intraprese, quanti pesideposti, quanta pace riacquistata, quanta fiducia rinvigorita! Solola fede può compiere questi miracoli, quelli autentici che salvano lavita di ogni uomo, che lo riportano alla speranza e alla gioia!

Ecco perché, mentre mi viene chiesto di parlare della mia esperienzapiú che ventennale di parroco e rettore del Santuario, quelloche posso raccontare è soprattutto la fede che ho contemplato neimiei fratelli pellegrini e devoti, nei fedeli che con rinnovata fiduciaogni anno tornavano e tornano ad invocare la protezione e il sostegnodei santi Cosma e Damiano.

Posso testimoniare con gioia che in ventitré anni, per questa via,5ho imparato la fede anch’io, sull’esempio dei Santi fratelli martiri:la fede che non teme la sofferenza, che guarda con fiducia al tempoche avanza, che promette e assicura la presenza di Dio in Gesù Cristotutti i giorni, fino alla fine del mondo.

Così ogni anno questo si è verificato in modo sempre piú vivo,grazie a tanti momenti speciali, difficili da richiamare alla memoria,ma che certamente hanno segnato il mio cammino personale di fedeltàal Vangelo e al servizio dei fratelli… Con particolare emozionericordo l’occasione in cui, in assenza del nostro Vescovo, toccò ame portare in processione, domenica 1° ottobre 2006, le veneratereliquie dei Santi, che per mezzo delle mie mani passarono tra lagente quale segno tangibile della vita terrena e della presenza diquesti testimoni luminosi della fede in Cristo, invito alla sequela epromessa di salvezza per tutti.

Con particolare intensità ho condiviso con tutta la comunità parrocchialeil desiderio di vivere proprio i lunghi momenti della festacome congedo dalla esperienza della guida pastorale del santuario;anche per questo desidero ringraziare ancora il Signore che ha permessoquesta testimonianza e ha voluto farne un atto di fede senzariserve e di sicuro affidamento alla Sua volontà, che sempre coincidecon il bene di tutti i Suoi figli.

Con la stessa gioia e fiducia rivolgo ancora una volta da questapagina il mio saluto a tutti coloro che collaborano con generositàalla realizzazione della festa in onore dei Santi, ai devoti, ai pellegriniche ancora – a Dio piacendo - mi onorerò di accogliere; a tuttii fedeli: auguro di cuore a ciascuno di saper vedere in Cosma e inDamiano l’esempio di una fede sicura, di una speranza senza ombree di una carità senza limiti.

don Giovanni Martellottarettore emerito

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