• Alberobello

    Storia Read More
  • Cultura

    Associazioni culturali, Gastronomia, Sport... Read More
  • 1
  • 2
Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

don_Antonio_Lippolis

1886 - 1972

Egli nacque ad Alberobello il 29 Gennaio del 1886 da Biagio Giovanni, tintore, e da Grazia Marraffa.

Era il secondo di cinque fratelli; già da bambino avvertì la vocazione alla vita consacrata e fu ordinato sacerdote il 24 Luglio del 1910 ad Oria.

Fu subito nominato rettore dei chierici nel "Fulgenzio" di Lecce.

Dal 1912 al 1916 fu insegnante di lettere nel collegio serafico di Francavilla Fontana.

Nel 1916, richiamato alle armi, approfittò per prendere il diploma magistrale e iscriversi alla facoltà di Lettere e Filosofia all'università di Napoli.

Nel 1920 ritornò a Lecce, ma la sua attività si svolse a Dragoni, frazione di Lecce. Ritornato e stabilitesi ad Alberobello dal 1923 si rese subito conto che nonostante ci fossero in paese numerosi sacerdoti la cosiddetta "zona monti" era trascurata spiritualmente. Essa era abitata soprattutto da famiglie di contadini che si sentivano emarginati rispetto al resto del paese.

Essi dovevano scendere la collina e recarsi dall'altra parte del paese per partecipare alle funzioni religiose.

Ciò, però, non sempre accadeva perché essi avvertivano un certo disagio nei confronti dei concittadini più evoluti o che si ritenevano tali in quanto residenti nella parte più nuova del paese.

La zona stava diventando, pertanto, terra di conquista del protestantesimo. Don Antonio pensò di costruire proprio in cima alla collina una chiesa a trullo su di un terreno messo a disposizione dalla signora Antonia Cammisa e di intitolarla a Sant'Antonio, non tanto perché ricordasse il suo nome, come ha riferito don Pietro Giannoccaro nella celebrazione del trentesimo anno dalla sua morte, ma perché Sant'Antonio era stato, a suo tempo, il martello degli eretici.

L'esecuzione dell'opera, su progetto del maestro falegname e bravo disegnatore Martino De Leonardis, fu affidato a maestranze alberobellesi guidate dai capomastri Tommaso Marzano ed i fratelli Cosmo e Francesco Romano, affinché risultasse un progetto totalmente locale, dall'animatore al progettista, al costruttore, alla mano d'opera, ai materiali.

La chiesa è costituta da una base a croce greca sulla quale si erge la cupola conica alta metri 21,50 costruita con la tradizionale tecnica dei trulli, tanto che guardando verso l'alto si possono ammirare le pietre sovrapposte, che costituiscono la struttura interna del trullo stesso.

lavori cominciarono nel Gennaio del 1926 e il 13 Giugno del 1927 sua eccellenza Domenico Lancellotti la benediceva e la inaugurava.

Ben presto si instaurò la tradizione della partecipazione di gruppi giovanili favorita, in quel tempo, dalla istituzione di corsi di disegno, calligrafia, muratura, falegnameria che don Antonio stesso diresse per ben diciotto anni.

Riferisce Don Pietro Giannoccaro: "Erano i tempi del fascismo e Don Antonio fu necessariamente fascista. Questa condizione lo favorì per ottenere tanti altri servizi sociali. Fascisti anche i suoi giovani, tantissimi gli andavano dietro. Qualche volta, me lo diceva lui stesso", continua Don Pietro, "questi forti della divisa e più forti per i manganelli che maneggiavano intervenivano nelle riunioni dei protestanti al grido di "Noi vogliamo u crist di Donnantonio".

Nel 1932 fu nominato commissario prefettizio del comune di Alberobello e fece ultimare l'edificio scolastico, che intitolò all'illustre nostro concittadino mons. Domenico Morea. Per i suoi meriti civili fu nominato Cavaliere ufficiale della corona d'Italia.

La popolazione di Alberobello era aumentata ed il vescovo avvertì la necessità di creare due nuove parrocchie: Sant'Antonio nella "zona monti" e San Vito in Coreggia. Era il 1945. Don Antonio in un certo senso gestì le tre parrocchie, infatti completò la chiesa dei Santi Medici con i cappelloni laterali laterali e costruì la chiesa di San Vito in Coreggia.

Nel 1951, però, nella parrocchia di San Vito fu nominato parroco don Pietro Giannoccaro e nel 1952 la chiesa di Sant'Antonio, eretta a parrocchia, fu affidata ai Servi della Carità del Beato Luigi Guanella.

Don Antonio muore il 16 Ottobre del 1972

Articolo tratto dalla Strenna di Santa Lucia 2004
Autore: Nardino Riccci

Potrebbe interessarti anche...

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo accetti qualunque suo elemento ed acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione: