• Alberobello

    Storia Read More
  • Cultura

    Associazioni culturali, Gastronomia, Sport... Read More
  • 1
  • 2
Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

gianpiero_de_santisQuesto fascicolo raccoglie alcune delle cose scritte da Gianpiero, quasi tutte apparse su Polis, il 'suo' giornale.

Ovviamente si tratta di una fotografìa parziale dell'uomo e della sua interiorità; non solo perché nessuno sta tutto nei suoi scritti, ma poi perché si sarebbe dovuto attingere anche alle sue numerose lettere, a tante pagine del suo diario quotidiano, a discorsi tenuti in occasioni domestiche e in situazioni più ufficiali, di cui pure conserviamo testimonianza.

Ma sarebbe stata una forzatura forse invadente. Ci è sembrato più semplice e più onesto raccogliere tra ciò che lui stesso aveva destinato 'a tutti', dalle pagine di Polis.

E' un omaggio che la nostra Parrocchia vuole fare non ad uno dei suoi figli -giacché dovrebbe allora farlo per tutti e molti lo meriterebbero- ma all'Assessore comunale e al Consigliere provinciale De Santis che, a questi titoli, ha aiutato anche la sua Parrocchia, non solo nelle grandi manifestazioni come Presepe Vivente e Passione Vivente o negli eventi culturali di ampio respiro, ma nel cammino semplice e ordinario di comunità, con una passione nota a pochi, eppure scritta nella tenace memoria di Dio.

Il fascicolo è un piccolo aiuto a ricordare.

Coloro che conoscevano Gianpiero, leggendo ne immagineranno il volto, lo sguardo, i gesti, la posizione, il tono di voce.. .e allora avremo prestato un servizio utile, perché rendere presente uno che non c'è può dare un colpo d'ala alla considerazione, alla gratitudine -e perché no?- alla preghiera.

E' certo che facendo omaggio all'Amministratore De Santis, questa parrocchia che lo ha generato alla fede e accompagnato nel crescere non dimentica che Cianpiero è uno dei suoi figli.

La Comunità parrocchiale Sant'Antonio di Padova in Alberobello

LEGAMI BUONI

Come segno di amicizia volentieri introduco Gianpiero e il ricordo di lui attraverso queste pagine sue. Per mantenermi coerente sul registro del segno non dico nulla dei suoi scritti perché permettano al lettore un contatto trasparente.

Sono il Parroco della famiglia De Santis e uno dei vari sacerdoti guanelliani che hanno segnato il percorso di Gianpiero, ma non è questo il titolo a cui attingo per scrivere di lui. Gianpiero apparteneva a quel gruppo di ragazzi che ad Alberobello, ancora oggi, mi chiamano "Fabio", semplicemente; non per abuso di intimità o per mancanza di rispetto, ma perché tale ero per loro negli anni '80 mentre essi concludevano la scuola dell'obbligo e si affacciavano agli istituti superiori. Alludo soprattutto ai ragazzi delle due annate 1973 e 1974 che costituivano il cosiddetto Gruppo Giovanissimi di Sant'Antonio.

Sì, da questo distinguo in paese i miei ragazzi di allora: mi sento chiamare "Fabio", mi giro ed è uno di loro, sicuramente. Una sessantina di persone collegate al filo di esperienze incredibili in quell'età che da sola è un miracolo; in cornice: i Campi estivi di Buonafede, di Chiavenna, di Les Combes; le serate a casa di Chiara, di Antonella, di Viviano, di Mavita; i genitori a loro volta legati in amicizia, a cascata; il viaggio in massa a Roma il 7 Marzo del 1992, perché "Fabio diventa prete".

Ragazzi che oggi ancora, pur nel dispiegarsi vario della vita, ad ogni incontro sentono di avere in comune qualcosa nel patrimonio eccezionale dei ricordi.

Gente che ha vissuto la vicenda di Gianpiero come una bufera sulla propria barca...

La mia amicizia con Gianpiero ha avuto tre stagioni: quella di allora con lui dodicenne, per me 'fratello di Angelica'; quindi la fase romana in cui i contatti furono prima epistolari e poi personali quando venne a Roma per l'Università; infine quest'ultima, nuovissima tappa alberobellese che ci vedeva ancora amici, ma su due piani distinti, anche istituzionali: amministratore lui, parroco io. Ad ogni cambio di stagione abbiamo dovuto modulare la forma; e questa era una delle prove della sua intelligenza di cui conservo memoria: la capacità di riposizionarsi in modo nuovo nei rapporti, senza perdere l'antico; critico verso le strettoie, ma tenero e malinconico amante del passato.

Quante volte in questi 12 mesi i comuni amici mi hanno chiesto 'Gianpiero

in una parola', in un verso, un aggettivo, un'immagine. Mi sforzo, ma non so se l'ho trovata, perché per me è sempre più facile parlare che scrivere...

Oggi se penso a lui mi viene in mente la parola 'legami'.

Non so se è la parola che lo inquadra da ogni lato, magari per qualcuno è anche un dettaglio secondario, nascosto nelle pieghe del suo volto più conosciuto e più evidente.

Lo so che per tutti la vita è fatta di legami, ma Gianpiero mi pare che ne gioisse o li sentisse più degli altri; li cercasse e ne fosse sballottato. Li suscitasse e li sfumasse; li illuminasse e li scuotesse. Li scavasse e ne fosse attraversato. Comunque li amasse.

Forse li leggo bene in lui perché li ritrovo in me, non molto diversi.

Legami che nascono come una sorpresa e legami che muoiono con un senso di dolorosa impotenza; in fondo la vita nostra dipende dai volti che si presentano: basta un nulla per imboccare una dirczione o il suo opposto.

Per quello che oggi sono e vivo, avverto che la fede può fare molto, oltre ogni fantasia, per i legami dell'uomo; sento che anche Dio ha uno stile pieno di grazia verso i legami buoni dell'uomo. Così leggo anche il Vangelo, nei tratti in cui Gesù stesso, nei suoi legami, rivela Dio: c'è potenza e abbandono, c'è eleganza e sobrietà, c'è ironia e seduzione, resistenza e tenerezza.

Questo mi richiama Gianpiero: era inevitabile farlo entrare nel cuore quando ti amava, impossibile tirarselo via di dosso quando le cose si incrinavano, miracolosamente vero che lui c'era sempre ed era pronto a rimettersi nel gioco affascinante della relazione.

Il 28 Luglio di un anno fa ci ha parlato anche dei mille legami buoni di Gianpiero, fili impercettibili che solo la morte ha posto a cornice della vita. Uno scherzo, ma è così.

Quanto più belli sarebbero i nostri giorni se sapessimo che non facciamo da spalla a quattro gatti, ma viviamo di tanti legami che ci tengono su e molti sono di amore e di comprensione!

E' così faticoso dirselo un po' di più e un po' prima?

don Fabio Pallotta

Tratto da : "Gianpiero De Santis.... un anno dopo, antologia dei suoi scritti edito da Parrocchia Sant'Antonio di Padova Padri Guanelliani Alberobello
A Gianpiero è intitolato il Centro di Documentazione Gianpiero De Santis

Potrebbe interessarti anche...

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo accetti qualunque suo elemento ed acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione: