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umberto_bindiROMA - E' morto Umberto Bindi. Aveva 70 anni e da tempo soffriva di cuore. Il cantautore se n'è andato ieri sera intorno alle otto, nell'ospedale Spallanzani dove era stato ricoverato quattro giorni fa.

Le sue condizioni si erano improvvisamente aggravate. E il suo cuore ha ceduto. Accanto a lui c'era il suo compagno, Massimo Artesi. Genovese, Bindi, faceva parte di quel giro di artisti che hanno lasciato una traccia profonda nella storia della canzone italiana come Gino Paoli, Bruno Lauzi, Luigi Tenco, Fabrizio De Andrè. E le sue canzoni hanno segnato un periodo, da "Arrivederci" a "La musica è finita", da "Amare te" a "Un giorno, un mese un anno".

Umberto Bindi conobbe il successo nei primi anni Sessanta, dopo che un suo brano, "I trulli di Alberobello", era stato cantato al Festival di Sanremo dal duo Fasano e Aurelio Fierro. Iniziò allora la sua stagione da divo, da mattatore, cui piaceva scandalizzare. Si esibiva sui palcoscenici più prestigiosi indossando pellicce e senza nascondere la sua omosessualità. Ma furono proprio questi atteggiamenti che lo portarono, inSotto_i_trulli_di_alberobello un'Italia ancora legata a valori tradizionali, a un progressivo isolamento nonostante le sue composizioni avessero fatto il giro del mondo incise da personaggi come Dionne Warwick e Tom Jones.

Nel '67 Ornella Vanoni incise "La musica è finita", forse l'ultimo momento di gloria prima dell'eclissi. Il suo è un caso unico di grande talento non riconosciuto e costretto negli ultimi anni a una vita quasi da pensionato. Pochi mesi fa aveva attraversato un momento molto difficile: oltre alla debilitazione fisica dovuta all'applicazione di tre by-pass si trovava in gravi difficoltà economiche. Per questo nell'aprile scorso gli furono riconosciuti i benefici della legge Bacchelli.

Vedi articolo su: La Repubblica - 24 maggio 2002

 

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