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biagio_miraglia16 ottobre 1913 - 15 agosto 1995

Ricordo di Gino Angiulli

L'ultima volta che ci siamo visti, non molti giorni fa, mi dicesti che volevi rivedermi, perché insieme dovevamo rivangare le tante cose nostre del passato, per tentare di colmare le molte lacune e per correggere le inesat­tezze che, secondo te, un foglio locale, sia qualche anno fa che recente­mente, aveva pubblicato sul tuo conto.

Non ho fatto in tempo a rivederti prima e tu sai il perché. I ricordi sono molti, perché tu sei stato un uomo attivissimo ed io, addo­lorato e con molta tristezza nel cuore, cercherò brevemente di rievocarli, ora, qui, con te, con il tuo spirito che è presente e presenti sono i tuoi amatissimi congiunti e i nostri concittadini.

Ti avevo notato a metà degli anni trenta: eri capo manipolo della M.S.V.N. (Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale, n.d.r.), io ero ballila moschettiere.

Ci siamo conosciuti a fine anno 1944, quando il geometra Nicola Loperfido costituì la sezione della D.C. di Alberobello. Tu eri consigliere e io segretario del gruppo giovanile.

Nel 1944 tu, assieme ad Angelo Casulli, allora giovane Avvocato, costituiste la Cooperativa delle A.C.L.I., che rappresentò una prima fonte di sollievo per gli alberobellesi, affamati dalla guerra, con gli aiuti alimentari dell'ONARIO e del piano MARSHALL - fino al 1948.

Sin dalla caduta del fascismo ed in rappresentanza della "compo­nente bianca", facesti parte del direttivo del sindacato unitario dei lavora­tori (la CAMERA DEL LAVORO, il cui segretario era Martino Turi).

Nell'autunno del 1948 ci incontrammo per caso in Piazza Prefettura a Bari. Ci salutammo, ti congratulasti con me per il consegui­to Diploma e mi invitasti a recarmi con te nella sede della L.C.G.IL (il nuovo sindacato nato dalla scissione della CAMERA DEL LAVORO in campo nazionale).

Insieme organizzammo la prima sezione del "SINDACATO LIBERO" in Alberobello.

La mia collaborazione è durata un decennio durante il quale sei stato mio padre, mio fratello, la tua era la mia famiglia.

Poi le nostre strade presero direzioni diverse, ma ci siamo sempre sentiti e, spesso, mi confidavi i tuoi affanni per qualche incomprensione interna all'organizzazione o al partito in cui militavi.

Quante attività, quante cose hai fatto durante tutti gli anni dedicati alla nostra Alberobello, pur non disponendo di un avanzato bagaglio di studi. Sei stato autodidatta, SELF MADE MAN!

Da giovane hai lavorato nei campi, poi soldato in guerra, prigio­niero in Germania, dove, mi dicevi, eri stato bastonato sonoramente dalle guardie naziste per aver prelevato bucce di patate dal bidone del­l'immondizia, bucce che bollivi in un barattolo bruciando fogli di carta e che dividevi con gli altri prigionieri per sopravvivere. Reduce, fosti capo-operaio nel pastificio dei fratelli CAPUTO e fu allora che sentisti forte ilrichiamo della comunità per una società più giusta, ad operare per gli altri, in particolare per i deboli e per i bisognosi.

Delle ACLI fosti il primo assistente sociale in Alberobello. Poi presidente.

E le iniziative: lo sport per i giovani, il ciclismo, il pugilato.

E poi la CISL. In mia presenza quel giorno del 1948 il dott. GUZZARDO, primo responsabile provinciale dei SINDACATI LIBERI, ti conferì la nomina di SEGRETARIO della nascente sezione di Alberobello, lo sei stato PER BEN 47 ANNI, MEZZO SECOLO!

E con la CISL altri impegni: l'organizzazione dei braccianti e degli altri lavoratori, le prime lotte sindacali e gli scioperi per le otto ore di lavoro giornaliero, per i primi contratti di lavoro, per gli elenchi ana-grafici per la massima occupazione agricola, per i contributi unificati, per le pensioni; le accese rivalità con la CAMERA DEL LAVORO, la festa del 1° Maggio divisa (e ti dò pubblico atto che hai sempre desiderato e cercato di celebrarla unita).

E poi: i campeggi estivi per i giovani, le feste da ballo per i lavo­ratori, l'elezione di MISS CISL, la distribuzione dei pacchi dono a Natale ... e la lunga attività nell'amministrazione comunale: da consi­gliere e da assessore, e il GRUPPO FOLKLORISTICO.

Ti ricordi? il primo "PIZZICA PIZZICA": tu, Pinuccio Bimbo ed io, solo tre coppie, ballato al MAGGIO DI BARI nel 1951 con i vestiti originali e antichi prestatici dalla signorina Attilia Agrusti?

E il primo Consiglio Direttivo del Gruppo: tu, io, Giovannino Turi presidente, Antonio Colucci, Oronzo Sisto, cassiere?
Poi sei stato tu il presidente.

Hai dedicato anima e corpo al «tuo Gruppo».Lo hai fatto grande e cono­sciuto nel mondo.

La tua amarezza, è stata immensa, incalcolabile, piangevi quando mi telefonasti a Bari dicendomi che ti avevano "tolto il Gruppo" e non sapesti o non volesti spiegarmi il perché . . . ancora lo ignoro.

Biasino, la tua intelligenza, la tua tenacia, la tua generosità, l'altruismo, la tua per­sonalità ed il carisma hanno fatto di te l'alberobellese più popolare, più amato, anche se qualche volta dagli invidiosi, a torto, denigrato.

Non respingevi nessuno ed eri felice quando un avversario chie­deva la tua assistenza.

Quanti cittadini, lavoratori, pensionati hanno chiesto il tuo intervento, il tuo aiuto, il tuo interessamento durante i lunghi anni della tua "missione sociale"? Molte migliala.

E ci lasci, te ne vai povero come eri venuto!

Alberobello, tutti noi, ti siamo grati per quello che hai fatto e ti ringraziamo.

Perdonami se non ho ricordato tutto e se mi sono citato. Un filosofo ha scritto che "la vista, il contatto, la menzione, il ricordo dei buoni ci fa mondi di ogni impurità". Con Don Isidoro Macchi di Busto Arsizio prego:

"E noi invochiamo Dio, Padre di misericordia che non sia inter­rotta la comunione che, pur nelle tenebre della morte, ancora intercede tra i defunti da questa esistenza temporale e noi tuttora viventi, in questa giornata di un sole che inesorabilmente tramonta.

Non è vano il programma del nostro essere redenti: la nostra carne risorgerà, la nostra vita sarà redenta! Che la nostra Fede pareggi sin d'ora questa promessa realtà".

Noi, Biagio e tutti i viventi in Cristo, beati nell'infinito Iddio, ti rivedremo!

Ora dobbiamo separarci.

E quando ci rivedremo, nella Valle di Josafat, parleremo insieme nuova­mente, e quello che ci diremo sarà allora più profondo.

Ciao Biasino!

Gino Angiulli


Ricordo Nardino Ricci

Ogni essere umano ha un importante ruolo nella società e nel tempo in cui vive, ma vi sono alcuni uomini che per gli avvenimenti accaduti durante la loro esistenza e per la loro particolare personalità inci­dono profondamente negli eventi e diventano il simbolo di un'epoca.

Biagio MIRAGLIA è, senz'altro, fra questi.

La Sua carica umana, il Suo entusiasmo rimasto inalterato nel tempo, la Sua gioia di vivere, il Suo attivismo, ma nel contempo, la Sua semplicità lo hanno posto sempre in prima fila.

Visse con carica travolgente, come sapeva fare Lui, l'avvento della democrazia e il consolidamento delle forze sindacali e non si stancò mai fino agli ultimi suoi giorni.

Tante generazioni di giovani devono a Lui l'avvio nella società; era sem­pre Lui il più entusiasta e quelle che a noi, più giovani, sembravano mille difficoltà, per Lui non c'erano.

In tanti Gli siamo immensamente grati ed è per questo che abbiamo voluto raccogliere in queste pagine alcune testimonianze della stima e dell'affetto che Lo circondavano.

Grazie Biagio, sei stato veramente un tassello importante della storia alberobellese degli ultimi cinquant'anni, come ha affermato il nostro Arciprete Don Giovanni Martellota nell'omelia del Tuo congedo terreno tra noi.

Non addio, perciò, ma soltanto arrivvederci.

Nardino Ricci

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