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Care amiche e  graditi amici,

sono lieto di comunicarvi a nome del Direttivo dell’Associazione Alzheimer Alberobello Onlus che  giovedì 19.6.2014 alle ore 19.00 in Alberobello in contrada Pudicino n°16, presso il Laboratorio urbano G. Lan, avrà luogo il primo incontro per il Caffè Alzheimer.

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  • Il primo Alzheimer Caffè nasce nel 1997 in Olanda da un idea del dottor Bere Miesen, psicologo gerontologo….
  • Egli stesso sintetizza l’essenza del progetto: “L’Alzheimer Caffè è una via informale per stare in contatto con gli altri, ricevere un consulto e al tempo stesso sentirsi a casa. Il malato sente che esiste un posto concepito per le sue esigenze. Sia lui che la sua famiglia possono uscire dalle mura di casa, senza dover più negare o sfuggire a questa malattia.”
  • DI COSA SI TRATTA? Con l’aiuto di persone esperte il malato e i suoi familiari una volta al mese, in un contesto informale e lontano dai “luoghi di cura” istituzionali, possono uscire dal tabù che spesso circonda questa malattia e rompere il silenzio verbalizzando quesiti, dubbi, emozioni può aiutarli nel processo di accettazione della malattia e nel fronteggiare al meglio la situazione.
  • La durata complessiva di un incontro è di circa due ore.

Saremo lieti di accogliere tutte le persone interessate all’argomento.

Saluti, Piero Rotolo

 

PROGETTO ALZHEIMER CAFFE’

Il primo Alzheimer Caffè nasce nel 1997 in Olanda da un idea del dottor Bere Miesen, psicologo gerontologo esperto presso il centro di ricerca psichiatrico per La Terza Età di “Marenhaven” di Warmond.

Nei suoi contatti con le persone affette da demenza e con le loro famiglie, il dottor Miesen ha osservato che parlare della malattia sia tra i coniugi che nella famiglia al completo diventa spesso un tabù.

Egli stesso sintetizza l’essenza del progetto:” L’Alzheimer Caffè è una via informale per stare in contatto con gli altri, ricevere un consulto e al tempo stesso sentirsi a casa. Il malato sente che esiste un posto concepito per le sue esigenze. Sia lui che la sua famiglia possono uscire dalle mura di casa, senza dover più negare o sfuggire a questa malattia.”

L’esperienza si è poi allargata ad altre realtà europee: Inghilterra, Grecia Belgio, Germania ottenendo un successo in termini di coinvolgimento di servizi dei cittadini e del volontariato.

 

DI COSA SI TRATTA?

L’Alzheimer Caffè può essere riconosciuto come un intervento psicosociale, che contiene in sé sia aspetti educazionali che di sostegno.

Una volta al mese, in un contesto informale e lontano dai “luoghi di cura” istituzionali i malati di demenza, i loro familiari e il personale di cura si incontrano per parlare della malattia, scambiarsi le reciproche esperienze e avere informazioni sui servizi esistenti.

Con l’aiuto di persone esperte il malato e i suoi familiari possono uscire dal tabù che spesso circonda questa malattia. Rompere il silenzio verbalizzando quesiti, dubbi, emozioni può aiutarli nel processo di accettazione della malattia e nel fronteggiare al meglio la situazione.

 

GLI OBIETTIVI DELL’ALZHEIMER CAFFE’

L’AC ha tre scopi principali:

üFornisce informazioni sugli aspetti medici e psicosociali della demenza

üEnfatizza l’importanza di parlare apertamente dei propri problemi, favorendo il riconoscimento e l’accettazione della malattia

üPromuove l’emancipazione della persona con demenza e del suo entourage familiare, prevenendo fenomeni di isolamento sociale.

 

QUALE BENEFICIO PER IL MALATO

Spesso la persona con demenza ha molta più consapevolezza della malattia di quanto non appaia superficialmente anche se nega la malattia stessa e non ne vuole parlare. Per il malato è importante incontrare persone di cui si può fidare, perché sono in grado di capire il suo problema o perché si trovano nella sua stessa situazione. Se all’inizio del decorso della malattia il senso di impotenza e di insicurezza cresce rapidamente per se e per la propria famiglia (saprà gestire la progressione della malattia? saprà mantenere una relazione dignitosa con chi gli sta vicino?), l’Alzheimer Caffè offre uno spazio in cui esprimere e condividere queste incertezze.

Quando la demenza entra nella propria vita ci si ritira progressivamente dagli interessi, dai luoghi e dalle abitudini che hanno caratterizzato la nostra quotidianità. Incontrarsi tra amici, bere un caffè al bar, ascoltare un po’ di musica sono occasioni sempre più rare: per chi è in uno stadio più avanzato della malattia il caffè ha perciò il significato di reintrodurre in un più aperto contesto sociale chi ne è stato escluso.

 

QUALE BENEFICIO PER IL FAMILIARE

Per il familiare è importante trovare persone competenti da cui ricevere indicazioni su come comportarsi con il proprio caro, sulle forme di assistenza possibili e sul significato della malattia.

Il gruppo rappresenta un’occasione di incontro tra partecipanti che condividono una comune condizione di problematicità e stress: dal confronto collettivo la famiglia può vedere che non è l’unica a provare certe sensazioni e vedere come altri gestiscono una situazione analoga.

 

COME E QUANDO SI SVOLGE UN INCONTRO

Gli incontri sono mensili sempre nella stessa giornata e alla stessa ora. La durata complessiva di un incontro è di circa due ore.

L’Alzheimer Caffè prevede temi differenti di discussione ad ogni incontro ma la sequenza dei momenti segue tappe precise: dopo un caffè di benvenuto o un thè, si comincia con mezz’ora di informazione che può avvenire attraverso testimonianze e interviste con malati o familiari, video, letture o discussioni di altri visitatori del caffè. Segue l’intervento di un esperto su temi riguardanti vari aspetti della malattia. I partecipanti sono incoraggiati a portare la loro esperienza o quesiti. Infine l’incontro si conclude con una socializzazione informale.

Le singole parti del programma durano circa mezz’ora in modo da venire incontro alla limitata capacità di prestare attenzione e alle difficoltà cognitive dei malati.

Da precisare che l’idea originale di Caffè Alzheimer olandese nasce come momento di condivisione fra persone affette da Demenza e familiari. Spesso però la gravità della malattia non permette alla persona malata di partecipare attivamente alla discussione. Per questo è previsto una secondo gruppo di riunione dove insieme a personale esperto, i malati possono comunque passare due ore in compagnia con attività ricreative e occupazionali.

 

IL PROGRAMMA

I primi incontri sono orientati ad allargare le conoscenze cliniche e le informazioni sulla malattia. Seguono alcuni incontri dedicati a conoscere e a prendere consapevolezza dei differenti vissuti emotivi sia del malato sia di chi a diverso titolo è impegnato nell’assistenza.

Infine vengono date informazioni sui servizi e le opportunità a disposizione delle famiglie. Ampio spazio viene dedicato a domande e chiarificazioni da parte dei familiari.

 

A CHI SI RIVOLGE

Le tipologie di utenti di un Caffè Alzheimer sono svariate:malati di demenza, familiari, amici, assistenti familiari, professionisti, studenti, operatori legali, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni e chiunque a vario titolo, sia interessato al tema della demenza.

 

Dott.ssa Anna Maria Sportelli

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