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Una nevìera, una masseria, una foggia.

Un percorso che ci condurrà, passo dopo passo, attraverso altre storie e altri luoghi; alla scoperta del territorio in cui viviamo la vita di ogni giorno, quasi sempre inconsapevoli dell'immenso patrimonio che ci circonda, costituito non solo da valori estetico-culturali, ma anche da potenzialità socio-economiche per il presente e per le future generazioni.

Il territorio, pertanto, rappresenta una vera e propria risorsa; una reale ipotesi di crescita economica sostenibile, da perseguire anche, e soprattutto, a livello locale.

È prioritaria, però, una riflessione profonda sui nostri comportamenti, sul significato di tutela dell'ambiente -nella sua più larga accezione- e sulla valorizzazione del bene comune.: una riflessione che responsabilizzi in maniera più lungimirante ciascuno di noi.

Sebbene, fino ad oggi, il diffuso degrado e il rischio concreto di perdere irreversibilmente tracce del nostro passato si siano tradotti solo in preoccupazione e indignazione, occorre tuttavia ripartire da una coscienza che d faccia sentire nei luoghi e nelle storie, consapevoli del diritto-dovere di ognuno alla difesa della nostra storia e della nostra identità.

Un viaggio che, inevitabilmente, non può essere fatto da soli e solamente al presente; insieme a noi ci sono sia coloro che, a proprio modo, lo hanno già vissuto e sia coloro a cui non si deve negare la strada davanti.

Al lettore, l'invito a farsi viaggiatore attraverso le parole del racconto e a riscoprire i luoghi incontrati in queste righe.

Al visitatore, a concedersi alla scoperta e alla meraviglia di storie meno battute, che gli parlano di un altrove già proprio.

Alle istituzioni, cui spetta il più alto compito nel campo della tutela e della valorizzazione, a tracciare direttive e strategie di recupero.

Ai proprietari, nell' esclusivo diritto materiale del bene, l'invito a conciliare i propri interessi con i bisogni della collettività, per includere "chiunque al godimento e alla disposizione della cosa", investendo, con risorse proprie e pubbliche, sul riutilizzo di patrimoni fatti di pietra

Queste pagine rappresentano, dunque, solo il primo passo, con l'intenzione di metterne altri, nella ricerca di quei frammenti di storia locale, capaci di raccontare alla comunità di come eravamo e di come siamo.

E, infine, un invito a coloro che si sentono profondamente legati alla propria terra e a coloro che sono animati dalla passione dello studioso e del ricercatore, per testimoniare l’impegno culturale e sociale di chi non vuole cedere all’oblio e all’abbandono.

Donato Bimbo

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