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Guida storica e artisticaTitolo: Guida storica e artistica Basilica di alberobello dei Santi Cosma e Damiano
Autore: Angelo Martellotta
Realizzazione: Comitato Feste Patronali
Edizione: Settembre 2010
Editore:
Pagine: 


È intorno ad una piccola chiesa che ruota tutta la storia religiosa della nostra città; di essa si hanno parziali notizie sin dal primo decennio del 1600. Quella pieve era nata con una predestinazione: divenire luogo di un grande culto.

Queste le date di rilievo: 1609, la chiesina di appena 32 mq, attribuita alla Madonna della Grazia, è ubicata nell'antica Selva, e tra i Selvesi, a partire dal 1636, germoglia il culto per i santi Cosma e Damiano; nel 1665, il vescovo mons. Giuseppe Palermo la eleva a parrocchia, titolo che rimarrà per un lustro, lo perderà per ingerenza della Famiglia Acquaviva; nel 1725 inizia ad ingrandirsi nelle fabbriche più volte; nel 1797, rinasce la volontà di farne una parrocchia, ma rimane vacante e alle dipendenze di Noci fino al 1814, quando viene nominato il 1 ° parroco-arciprete Vito Onofrìo Lippolis (seguiranno fino ad oggi altri 8 arcipreti); nel 1885 si inaugura l'attuale prospetto; nel 1938 la chiesa diviene Santuario e nell'anno 2000 è Basilica minore.

Queste, cronologicamente, le tappe della prestigiosa Casa del Signore, da minuscola chiesa a grande scrigno. Dalla memoria del 1600 si passa, tempo tre secoli, a risonanza mondiale nel Novecento con vistoso incremento del culto.

Le pagine di questa guida contengono ulteriori informazioni utili per delineare con maggiore precisione la vita e le attività che si sono succedute nel corso dei secoli. Esse servono a preparare colui che si accosta per la prima volta alla contemplazione dell'aspetto architettonico, dove la nobiltà delle linee si coglie nella parte strutturale e decorativa, e alla visita interna per venerare Cosma e Damiano.

Dopo il rifacimento della volta e delle fabbriche interne, ridata stabilità ad uno dei campanili, il tempio si può dire perfetto e arricchito da quattro importanti collezioni di cicli pittorici, opere legate ai nomi di Francesco De Biase, di Marco Sgobba, di Onofrio Bramante e di Adolfo Rollo, che costituiscono l'insieme decorativo oltre agli altari, al coro, agli stucchi e per finire alle due splendide statue dei nostri protettori.

Ai piedi di san Cosma in modo indelebile è legato il nome del committente, passato anche lui nella grande storia, il quale innamoratesi anzitempo della "bella ed espressiva statua di san Rocco in Noci (1775)" del maestro F. P. Antolini dì Andria gli affida la realizzazione dei due simulacri, figure alquanto meditative, con l'espressione trasognata quella dì san Cosma e ieratica l'altra, san Damiano, così diversa perché realizzata in un'altra bottega specializzata, modellata finemente perfino nella morbidezza delle carni.

Questo elegante volumetto mancava nel nostro santuario e per quanto piccolo accomuna notizie piccole e grandi. Potrà servire a don Giovanni Martellotta per continuare quel calore dì accoglienza che partecipa al pellegrino o al turista di passaggio ai quali, essendo egli prodigo, offre calendarì, immagini e libri. Se questo lavoro vede la luce è perché egli vi ha creduto, lui che amministra promuovendo.

Le numerose tavole ìconografiche che lo abbelliscono (alcune volutamente distorte, variando talora anche il testo scritto per non risultare monotono) sono la vivace documentazione prodotta nell'anno in corso, fatta eccezione per poche riprese dal mio precedente volume Cosma e Damiano testimoni della Luce (2003). Il trionfo poi della fede è nel capitoletto "le processioni" dove folklore e socialità sono anche tanto necessari per far incontrare e affratellare le popolazioni dei Comuni contermini. Non sarebbe stato legittimo ignorare i compiti della parrocchia orientati alle attese di chi ha bisogno, di chi è malato e di chi vive in solitudine e, infine, gli ultimi miracoli; chiudo con l'espressione dell'amabile prof. Lino Temperini "I Santi Medici sorridono dalla gloria dei cieli".

Questo ennesimo lavoro, prodotto per i Santi che venero in particolar modo, lo dedico a due persone care: Nella e Giacomo.

Alberobello, 17 maggio 2010 - XL anno di ordinazione sacerdotale di don Giovanni Martellotta

Angelo Martellotta

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