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sindaci_alberobello_dall_unita_dItalia_thumbTitolo: I Sindaci di Albeobello dall'Unità d'Italia
Autore: Angelo Martellotta
Editore: Pugliesi - Martina Franca
Collana: Quaderni Culturali, Testimonianze di Storia Patria
Edizione: 1991
Pagine: 204



 Il compito dello storico, come afferma il Marrou, consiste nel formulare una risposta ad un interrogativo se è vero che la conoscenza del passato è possibile solo attraverso le tracce che ha lasciato, e tocca allo storico rinvenirle ed interpretarle nella giusta direzione; pertanto, il problema fondamentale diventa quello dell'euristica delle fonti, vale a dire, della capacità dello storico di ritrovare i documenti per poi interpretarli.

Questa capacità è una vera e propria arte 'l'arte di trovare le cose e di portarle alla luce': servendosi di strumenti tecnici come gli inventari, approntati negli archivi appositamente per facilitare questa ricerca, ma soprattutto delle doti personali, degli interessi, della sensibilità, dell'ampiezza del proprio orizzonte culturale. La ricerca è, comunque, sempre fortemente condizionata dalla esistenza dei documenti, giacchè questa non si realizza in funzione delle future possibilità di utenza da parte degli storici, ma secondo gli scopi istituzionali delle Amministrazioni produttrici, ponendoci così di fronte a situazioni disparate.

Per l'età antica e medioevale disponiamo di un numero piuttosto limitato di fonti cprimarie:per l'età contemporanea, invece, anche in dipendenza del proliferare degli apparati della moderna burocrazia, le fonti diventano copiosissime, rendendo allo storico più difficile il compito di dominarle completamente.
Una volta stabilita l'esistenza e l'autenticità del documento, è necessario procedere alla sua corretta interpretazione, trattandosi di un materiale duttile nelle mani dello storico e perciò idoneo a fornire risposte ad un numero notevole di interrogativi anche contrapposti. Appare, infatti, ormai fuori discussione che la pretesa avalutatività o obiettività delle fonti documentarie è un'illusione destinata a risolversi di fronte ad un esame più approfondito delle medesime.
Una volta sgombrato il campo del pregiudizio di stampo positivistico, che mira a far coincidere la verità storica con quanto il documento riferisce, prescindendo da qualunque interpretazione, risulta chiaro che il documento stesso ci presenta un determinato aspetto di un dato fenomeno storico secondo un certo punto di vista, e, pertanto, è a sua volta interpretato, prescindendo dal condizionamento esercitato in questa fase dall'impostazione teorica e metodo logica dello storico autore della ricerca.
Se, dunque, resta assodato che è la soggettività dello storico a ruotare intorno al documento d'archivio, è altrettanto certo che, affinchè si possa parlare di storia vera e propria, è necessario che questa stessa soggettività intervenga, mediante l'interpretazione del documento, per conferirgli la giusta collocazione nel contesto della ricerca, secondo un rapporto di reciproca influenza da cui nasce quella sintesi che può essere definita 'sintesi storica a priori'.

Esprimiamo, pertanto, il nostro plauso per la esemplare fatica di Angelo Martellotta, auspicando una fioritura di pubblicazioni di tal genere che, sole, ci permetterebbero di ricostruire la storia del nostro recente passato, ancora sepolto dei documenti, e di orientare meglio il nostro cammino.
Giuseppe Dibenedetto

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