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36° e 39° Sindaco

(1903-1965)

La vita
Figura di primo piano nella vita industriale e politica alberobellese del secondo dopoguerra, Angelo Antonio Lippolis nacque il 3 Febbraio 1903 a Noci. Figlio di Luigi, all’epoca titolare di un’impresa

conto terzi per la macinatura del grano, e di Anna Maria Giuseppa Maggi, che si occupo in prima persona dell’educazione dei loro quattro figli, dedico la sua infanzia e la sua prima giovinezza agli studi. A soli tredici anni si trasfeii a Treviglio per frequentare le scuole tecniche e in seguito, a Lecce, consegui il diploma di ragioniere.
Terminati gli studi e iniziata la sua brillante carriera industriale, il 6 Febbraio 1934, a Mesagne, Angelo Antonio sposo Anna Teresa Cavaliere, che lo rese padre di Giuseppina Maria Adelaide e Adelaide Maria, nate entrambe ad Alberobello rispettivamente il 5 Settembre 1935 e il 28 Aprile 1938.
Dcpo soli cinque anni di matrimonio, pero, Angelo Antonio subi la prematura scomparsa della giovane moglie che il 28 Settembre 1939, a ventinove anni, mori a causa di una grave malattia.
Rimasto vedovo con due figlie, Angelo decise di risposarsi. Il 21 Aprile del 1941, nel Santuario della Madonna di Pompei, vennero celebrate le sue seconde nozze con Stella Turi, moglie e madre eccezionale che crebbe con profondo amore oltre che le figlie del marito, anche Luigi, venuto al mondo il 9 Gennaio 1943, Vito, nato il 17 Luglio del 1947 e Angelina che nacque il 27 Aprile del 1951.
Nel frattempo Angelo Antonio, o Don Angelo, come iniziarono a chiamarlo in paese, porto avanti con estrema saggezza ed operosita anche la sua attivita industriale.
Partecipo attivamente allo straordinario sviluppo del primo molino industriale di Alberobello, gia sorto ad opera del padre Luigi, nel 1905, in coincidenza con l’inaugurazi0ne della Ferrovia Bari-Locorotondo.
Nel 1925, poi, Don Angelo contribui alla nascita dell’azienda vinicola Lippolis & C. destinata alla produzione di vini bianchi pregiati della Murgia di Alberobello.
L‘azienda, al cui sviluppo collaborarono Angelo Antonio e il fratello Angelo Vito, vide impegnati in prima persona pure il padre Luigi e il cognato Gian Giuseppe Sisto che, insieme, fecero si che l‘impresa crescesse costantemente nel corso degli anni,
Nel 1945, nell‘azienda vinicola, della quale comincio ad occuparsi in primo luogo Angelo Antonio, si diede
inizio anche all'imbottigliamento di vini di origine pregiata delle colline di Alberobelloa bianchi, rossi, rosati e ottimi vini da dessert quali l’aleatico, lo spumante e il tocai, che contribuirono a rendere il paese celebre, oltre che per le caratteristiche costruzioni a trullo, anche per la bonta dei suoi prodotti tipici.

Gli anni della politica
Subito dopo la seconda guerra mondiale, in seguito alla costituzione del cosiddetto Comitato di Liberazione, ad Alberobello vennero indette le prime elezioni. In quell'occasione, il ragioniere Angelo Antonio Lippolis, esponente del partito della Democrazia del Lavoro, venne nominato sindaco dalla popolazione e rimase in carica dal 7 Aprile 1946 al 25 Maggio 1952, quando lo sostitui il fratello Angelo Vito che, per cosi dire, raccolse la sua eredita amministrativa.
Don Angelo fu alla guida dell‘amministrazione comunale in uno dei periodi pilù difficili della storia alberobellese. La popolazione, costituita per lo più da  contadini e braccianti, viveva in condizioni di estrema poverta. ll tasso di disoccupazione era altissimo e, soprattutto nella stagione invernale, quando il freddo e la neve impedivano il lavoro nei campi, gli alberobellesi versavano in condizioni di vita difficilissime.
Urgevano, all’epoca, provvedimenti che offrissero maggiori possibilita di guadagno alla popolazione e nuovi posti di lavoro. Grande fu, a questo proposito, l’impegno del neosindaco, che, di fatto, avvio una serie di lavori pubblici, finalizzati, oltre che a determinare un importante sviluppo del paese, proprio ad offrire ai cittadini l'opportunita di provvedere alla loro sussistenza.
Tra il 1947 e il 1948, quindi, Don Angelo fece ampliare la Casa Comunale conferendone l‘incarico all'ingegnere Nicola Princigalli, il quale sovrintese al progetto e alla realizzazione della sopraelevazione del palazzo.
Successivamente, Don Angelo si occupo di riorganizzare il canalone del Largo "Fiera" per convogliare le acque piovane ed evitare pericolosi allagamenti.
Nel 1949, tra l’altro, provvide anche a far ricollocare il busto di Domenico Morea sul monumento di Piazza di Vagno dal quale era stato rimosso durante gli anni
della guerra per l‘utilizzo del bronzo.
In Coreggia, invece, fece costruire le tubature dell'acquedotto e il nuovo plesso scolastico.
Nel '50, Don Angelo si batte affinche anche Alberobello ricevesse l‘assegnazione dei fondi dell‘Ina Casa, l’istituto nazionale assicurativo che, in quegli anni, si occupava di gestire le imposte versate dagli impiegati pubblici. Grazie alla disponibilita del denaro derivante da questo intervento, dunque, il sindaco pote organizzare i lavori per la costruzione, in via Monte Grappa e nei pressi del Trullo Sovrano, di alcuni appartamenti che vennero destinati ad altrettanti impiegati comunali ed acquisto, inoltre, il suolo per altre case popolari in via Don Francesco Gigante. Don Angelo, poi, istitui la scuola media unica comunale; in qualita di presidente, ebbe una funzione di
primo piano nella gestione della Fondazione Don Francesco Gigante, allora importante azienda agricola e di allevamento, e avvio le pratiche per la costruzione
in paese di un campo sportivo del quale se ne approvo anche il progetto.

La fondazione della Cassa Rurale ed Artigiana
Una delle opere piu importanti nella vita di Don Angelo e legata alla fondazione della Cassa Rurale ed Artigiana della quale fu primo presidente nel 1952,
La banca, la cui prima sede fu in Piazza del Popolo, dove oggi troviamo i locali della farmacia Indiveri, rappresenta una di quelle realta che hanno determi- nato, nel tempo, un decisivo e considerevole sviluppo del paese. Grazie ai prestiti di tale istituto, infatti, centinaia di famiglie alberobellesi, pur non possedendo le somme di denaro necessarie, hanno potuto intraprendere attivita lavorative, provvedere alla costruzione di nuove abitazioni o all’ampliamento di piccole e grandi imprese, occuparsi dell’istruzione dei figli; sono riusciti, insomma, a garantirsi condizioni di vita migliori e spesso piu che soddisfacenti.
Ancora adesso, peraltro, tale istituto bancario, che ha appena festeggiato i suoi primi cinquant’anni, continua a rappresentare uno dei principali fattori del progresso economico, sociale e culturale del nostro paese.

La fine
Don Angelo mori il 13 Ottobre 1965, a sessantadue anni, in seguito all‘aggravarsi delle sue condizioni fisiche per via di una grave malattia. Da quel momento e rimasto nel cuore dei tanti che l'hanno conosciuto e ammirato per il suo temperamento deciso, la sua dedizione al lavoro, la sua preparazione culturale.
Per molti é stato un esempio di saggezza, tenacia, operosita. Abilissimo industriale e previdente amministratore ha segnato, senza dubbio, una delle pagine piu importanti e significative della storia del nostro paese.

Mariella Santoro

I dati contenuti nel presente articolo sono stati
raccolti grazie alla gentile disponibilità dei familiari,
di Giorgio Cito, autore di una genealogia della famiglia,
del professor Gino Angiulli, profondo conoscitore
della storia alberobellese, di Nicola Giuliani, per
diversi anni direttore della Cassa Rurale ed Artigiana.
Particolarmente significative sono state, inoltre, le
informazioni fornite dal maestro Domenico Miccolis
e dal dottor Franco Latartara che hanno avuto modo
entrambi di conoscere Don Angelo negli anni in cui
esercito la sua funzione politica.

Tratto da un'articolo di Mariella Santoro pubblicato sulla "Strenna di Santa Lucia" - Edizione 2003

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