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Nel fulgore dei diciasetteanni aderisce nel 1892 al Socialismo, nel 1905 è nella nostra città (rappresenta gli interessi della ditta

vinicola barese Mastaller presso lo stabilimento di Angelo Agrusti) e sveglia le coscienze sopite dei coetanei, coinvolgendoli in modo diretto anche con la sua inarre­stabile oratoria.

In quegli anni e successivamente, nel suo circolo popolare, ritro­vo di gente umile, egli brilla come maestro dei suoi discepoli e del pubblico colto; è anche temuto e rispettato dalle fazioni avverse.

Durante il regime fascista viene offeso più volte, ma la sua grinta non conosce mai interruzioni. Essa gli deriva dalla sua cultura, dalla sua pluriennale partecipazione come corrispondente dell'Avanti, della Conquista, di Fede Nuova. Di Riscossa, per i suoi pregi ed in particolare per il suo spirito battagliero, diviene il direttore.

Nella seduta pubblica del 1° novembre 1820 egli è eletto Sinda­co, incarico che manterrà fino al 29 gennaio 1925.

Resto ora come ieri all'avan­guardia dei lavoratori di Alberobello. Accetto la carica alla quale mi avete chiamato perché non ebbi mai paura delle responsabilità. Anche nella vita pubblica porrò in essere tutta la forza della mia tenacia; e nel lavoro arduo che ci incombe fo appello alla minoran­za di cui chiedo la collaborazione, per far sì che questo Comune sia un Comune modello. La volontà del popolo ha voluto alla maggior carica rappresentativa lavoratori autentici, mostreremo coi fatti di essere all'altezza del compito affidateci".

La parola data in quella tornata viene sempre mantenuta dal Campione, nonostante le difficoltà amministrative, la povertà dei bilanci e la ferrea opposizione.

L'Amministrazione al potere nasce dalle elezioni generali del 1920, quando con una risicata prevalenza di voti il partito facente capo all'ex Sindaco Colucci non si conferma più come maggioran­za. Gran merito è di Campione che ha predicato bene, ha inteso curare l'interesse delle classi lavoratrici e nel paese gode di buona opinione e popolarità.

Nella nostra città la storia dei partiti si limita ai due sempre in aperta opposizione: l'uno del Cav. Angelo Turi, Sindaco per parec­chi anni e Consigliere Provinciale, l'altro dei signori Agrusti e Colucci. Con le elezioni del 1920 il Turi si ritira cedendo alla teoria "uomini nuovi" e favorisce con il "savoir faire" Pietro Campione che in tal modo ottiene l'insolito successo. Ben presto tra il Turi e il Sindaco nascono screzi, l'appoggio è circoscritto e negli animi dei consiglieri dell'opposizione si fa strada una fantomatica nuova maggioranza.

L'odio di parte e lo scatenarsi violento delle passioni politiche fanno temere per la tranquillità del paese. Un evidente stato di di­sagio serpeggia nell'Amministrazione Campione che, nonostante tre inchieste di carattere amministrativo, continua ad operare.

Si devono a questa gestione l'elettrificazione della frazione Co­reggia, un consistente aumento delle fontane pubbliche, l'accresci­mento del numero delle lampadine nel centro urbano, la nuova to­ponomastica (via Regina Margherita diviene corso Trieste e Trento, mentre si relega la precedente a termine; piazza della Vittoria si chiama Piazza del Popolo; corso Nazionale prende il nome di cor­so Vittorio Emanuele II); si costruisce, infine, un ponte a bilico sulla provinciale per Noci.

I lavori di ampliamento ddel cimitero, assunti, nel 1919, dalla ditta Tommaso Marzano di Michele e sospesi nel 1922 a causa di un mancato pagamento alla ditta appaltatrice; nessuna soluzione vie­ne trovata per redimere la controversia e portare a termine l'opera assai nota per le caratteristiche architettoniche in stile egizio. L'edi­ficio scolastico, appaltato alle ditte Palasciano e Talco nel 1919, cresce con difficoltà sempre di natura economica.

Il macello comunale, che risulta iniziato nel 1915 dalla ditta Ni­cola Palasciano, sta per essere consegnato.

Le strade interne vengono risistemate con listonamento a cura delle ditte Marzano e Tateo e consegnate nel febbraio del 1923.

Pomo della discordia è il Monumento ai Caduti. Su questo obe­lisco che consacra la riconoscenza del sacrificio supremo compiuto dai nostri soldati, anziché convergere tutti gli entusiasmi, si scate­nano, invece, le più aspre diatribe dando origine ad una lotta tra fazioni.

La verve che egli ha nei momenti delle grandi celebrazioni, pro­mosse con spirito di patriottismo, non la ritroviamo in nessun altro amministratore comunale.

Il 16 luglio 1922 si svolge la cerimonia per la posa della prima pietra per l'erezione del Monumento ai Caduti; lo stesso giorno Alberobello scopre una lapide marmorea al sac. d. Francesco Gi­gante, l'antesignano della Scuola Agraria, "il munifico concittadi­no che tutto il cospicuo patrimonio, dall'equa terra largito, destinò con civile intento, alla fondazione dell'Istituto Agrario, che da lui ha nome..!

Il corteo, preceduto dal concerto musicale della città di Conver­sano, che alterna inni patriottici a musiche di grandi autori del­l'Ottocento, sfila per le vie.

Tanta gloria per Alberobello è motivo di fierezza, in particolar modo, di Pietro Campione che negli anni successivi fino alla sua scomparsa (31 ottobre 1945) non ammainerà mai lo stendardo del­l'orgoglio, della dignità, della fermezza e della bravura, perché nel­la lunga sua esistenza altro non fece se non infondere coraggio, confortare, rincuorare, avvivare.

Fonte: Martellotta Angelo (1991) I Sindaci di Alberobello dall'Unità d'Italia, Ed. Artigrafiche Pugliesi, Martina Franca

Fotoriproduzione gentilmente concessa dal Fotolaboratorio dei Fratelli Annese

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