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neviera2Alberobello era nota nel circondario per la conservazione della neve in apposite neviere, da esse derivarono anche toponimi tutt'ora in uso, come via "Neviera Vecchia" a sud-ovest della Zona Monti.

Quella della Massariola è una delle poche esistenti e si trova a circa 3 chilometri a nord di Alberobello sulla via per Putignano, fra le masserie Chietri e Badessa.

Si tratta di una costruzione a due piani, formata da una cisterna seminterrata con due porte di accesso per gli operi e per la neve, profonda circa 6 metri; il vano superiore veniva adibito a pagliaio, con una scala d'accesso in pietra e l'ingresso ad arco romano. Al centro del pavimento, sulla volta a botte della cisterna, una botola serviva per calare giù la paglia. Anche la volta superiore è a botte, quest'ultima ricoperta da "chiancole". Risalirebbe al 1600, è comunque fra le più vecchie neviere della zona.

Serviva ad ammassare la neve nei mesi invernali e poi rivenderla ghiacciata nei mcesi estivi. ogni volta che si doveva riempire di neve, veniva lavata; veniva poi formato uno strato di fascine (sarmente) affinchè potesse facilmente staccare lo strato di ghiaccio che si sarebbe formato sul fondo. Quindi venivano rotolate nella cisterna grandi palle di neve, che - battuta e livellata - veniva ridotta a strati dai 20 ai 30 cm., alternati con strati di paglia (6-10 cm.), allo scopo di separare i livelli della neve e assicurare ad essa un migliore isolamento termico.

neviera1Cosi venivano formati molti strati fino all'altezza massima di 2 canne (circa 4,20 metri); poi si attendeva il mese di giugno quando cominciava la vendita. Veniva liberato il primo strato di paglia, che era molto spesso perchè i raggi del sole non fondessero il ghiaccio che si era formato. Quindi si procedeva alla squadratura con le canne, al taglio con scuri (accette) e seghe a punta (serràck) e trasporto con traini fino alla bottega (punto vendita allocato in cantina) il ghiaccio veniva misurato a "cantr" (circa 11 decimetri cubi) o a "ruotl" (1 decimetro cubo).

Tanta impresa richiedeva personale adeguato: un maestro di niviera guidava 30 operai ("bracciali" = braccianti), 3 "vaticali" (addetti ai cavalli) e 3 traini per il trasporto; un razionale (contabile) annotava tutte le spese e le entrate: Infine - strano a dirsi - c'era anche il "barbiere della neviera", operaio specializzato a lisciare la neve togliendo la paglia superflua. Al vitto e ai pagamenti doveva provvedere il proprietario o gestore della neviera.

Misure e monete erano quelle del Regno di Napoli, alcune ricorrenti ' ancora oggi:

  • il tomo lo (pari a 2 mezzetti, o a 8 stoppelli), equivale a circa 44 chilogrammi (usato più per i cereali) ;
  • la salma o soma, la quarta, la cantara e l'orinale, equivalgono rispettivamente a 170, 22, 11 e 5,50 decimetri cubi;
  • lo staio o stara o mezzetto, equivale a 22 chilogrammi;
  • la rotola (ruotl), a 900 grammi, pari a 30 once, o a 900 trappesi (grammi).

Un ducato (pari a 5 tari, o 10 carlini, o 100 grana, o 200 tornesi, o 1200 cavalli) equivale a circa 100.000 lire attuali. I costi e le rendite di una neviera si possono dedurre dai seguenti dati del 1740: una salma di "sarmente » costava 32 grana; una giornata di cavallo, 60 grana, una gionata di vaticale, 40; una 'di operaio, 12; una giornata del maestro di neviera, 20 grana. Una salma di vino costava 3 ducati e 8 cavalli; un orinale di olio, 5 grana e 6 cavalli; una rotola di formaggio (caciocavallo), 13 grana; uno stoppello di fave, 48 grana e 9 cavalli; una rotola di pane, 8 cavalli.

Una palla di neve poteva costare 3 cavalli; una salma di paglia, 45 grana; una barba alla neviera, 1 grana; una cantara di ghiaccio, 9 grana; una rotola, 8 cavalli.

Articolo a cura di Giorgio Felice Cito tratto da "Alberobello - Guida dei Trulli"

Localita Neviere Masseriola

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