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I quattro studenti della quinta A di Alberobello dell’I.I.S.S. Caramia – Gigante, Vania Giannini, Francesco Laera, Piero Nistrio e Filippo Stasi, partecipanti all’iniziativa “L’Europa inizia a Lampedusa”, raccontano la loro esperienza.
“Abbiamo condiviso sofferenze e ricordi dolorosi, ma anche sogni e speranze, avvertendo in noi il fuoco dell’indignazione e della necessità di costruire un mondo migliore in cui gli uomini sappiano prendersi per mano e camminare senza paura, consapevoli delle relazioni esistenti tra ogni essere umano.
Siamo arrivati a Lampedusa di sera, ci ha accolti una sfera rosso fuoco che accendeva cielo e mare, in un vortice di colori, sfumature e sensazioni; la terra selvaggia, i fichi d'india, gli ulivi, le strade non battute, il sorriso della gente e l'acqua cristallina. In quell'acqua ci siamo tuffati e ne abbiamo apprezzato la limpidezza, quasi sentendoci in un acquario! Ma in quella stessa acqua migliaia di uomini hanno perso la vita negli ultimi anni: a Lampedusa gli sbarchi sono all'ordine del giorno, solo durante i nostri tre giorni di permanenza ve ne sono stati quattro.
 
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Le attività organizzate dal Miur e dal Comitato 3 ottobre ci hanno permesso di conoscere da vicino quanto sta accadendo nel nostro paese e nell’Europa intera. Ci è stata data la possibilità di frequentare dei laboratori con approfondimenti su varie tematiche, nello specifico noi  abbiamo seguito il laboratorio con la Guardia Costiera  e poi “Memoria futura”, con l'Associazione Vittime civili di guerra.
Un momento molto emozionante è stato l’incontro con i superstiti del naufragio del 3 ottobre 2013, che con grande coraggio hanno risposto alle nostre domande e dialogato con noi. Una delle domande è stata “ma perché rischiare la vita e andare verso l’ignoto?” e nelle loro risposte abbiamo ritrovato le stesse parole dei nostri amici qui ad Alberobello, grazie ai quali la nostra percezione della realtà è cambiata arricchendosi: si fugge dall’orrore, dalla violenza, dalla fame, dalla guerra…
 Se vogliamo cambiare il mondo dobbiamo cominciare da noi stessi. Ognuno di noi deve fare delle scelte e per molti la scelta giusta è stata il MARE, l’unica speranza per una vita migliore; è meglio morire in cerca di una speranza che morire senza averci provato. Ci lamentiamo ogni giorno di problemi inesistenti ma se apriamo la nostra mente e il nostro cuore vedremo che  siamo molto fortunati a vivere nei nostri rispettivi paesi. Perché non condividere questa fortuna? Perché non permettere a qualcun altro di vivere serenamente?
Abbiamo ascoltato con attenzione le parole del Ministro Valeria Fedeli e del Presidente del Senato Pietro Grasso, che con noi hanno marciato verso la Porta d’Europa e poi insieme in mare, per raggiungere il luogo del naufragio. Il mare ci circondava e ci siamo chiesti perché, come sia potuto accadere. 
L’Arcivescovo di Agrigento ha chiesto scusa a noi giovani per il mondo che gli adulti ci stanno consegnando, ma sta a noi adesso essere il cambiamento, fare la scelta giusta e cooperare affinché tra popoli di diverse nazioni, di diversi stati, di diversi continenti , si crei una rete di protezione e di scambio, perché i confini non ci aiutano.
 
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E’ stata un’esperienza significativa , che ci ha fatto ripercorrere la storia dei migranti che abbiamo incontrato. Essa ha aperto la nostra mente facendoci riflettere su molti aspetti del fenomeno dell’immigrazione.
Nessuno stato europeo può fare finta che l’emergenza non esista, tutti noi dobbiamo prenderne consapevolezza e accogliere l’altro, come l’altro potrebbe accogliere noi nel momento del bisogno, perché “nessun uomo è un'isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell'umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te” (John Donne, Meditation XVII) .
Vania Giannini, Francesco Laera, Piero Nistrio, Filippo Stasi
 
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