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Racconta gli avvenimenti che portarono al 27 maggio 1797, giorno in cui, finalmente dopo secoli, la città fu liberata dal regime feudale ed i suoi abitanti conquistarono i diritti civili tanto ambiti.
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locandina 2015

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Locandina_thumbL'Associazione "ARTECA  organizza

"Rievocazione Storica - La Conta dei Fuochi - Alberobello A.D. 1797

23 e 24 luglio 2011

ore 18,30 Rione Monti

Il Re Ferdinando IV invia un'ispezione nella Selva per avere notizie sul numero dei fuochi, il tenore di vita, gli usi e i costumi del piccolo borgo che ha chiesto di diventare Città Regia.

Trulli, vicoli e piazzette di Alberobello, trasformati in borgo di fine '700 e animati da quadri scenici, offriranno una spettacolo irripetiibile a chiunque vorrà fare un viaggio nel tempo.

Consulenza artistica di Carmelo Sumerano

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214_riscatto_feudale_27_maggioIl 27 maggio ricorre il 214° anniversario della liberazione di Alberobello dal regime feudale e come vuole la tradizione notevoli saranno gli eventi della giornata.

In mattinata presso la Sala Consigliare, alle ore 10.30, si svolgerà il Convegno Alberobellocultura, in cui saranno premiati i vincitori dei due concorsi organizzati dall’Associazione Sylva Tour and Didactics in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Alberobello: la III edizione del Concorso per Tesi di Laurea “G. De Santis” e la II edizione del Concorso fotografico “Alberobello: Turisti dal Mondo”.
L’evento, inoltre, ha lo scopo di ricordare la figura del caro assessore Gianpiero De Santis, fautore delle celebrazioni per il 27 maggio.

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rievocazione_2010Quest'anno (2010) ricorre il 213° anniversario della liberazione della nostra cittadina dal servaggio feudale dei Conti Acquaviva d'Aragona di Conversano (il 27 maggio 1797 Alberobello diviene Città Regia).

La tradizione vuole che sette alberobellesi (i sacerdoti Francesco Martellotta, Nicola Tinella, Francesco Sgobba e Vito Fasano, i dottori fisici Giacomo Pezzolla e Martino Lippolis e il mastro Ottavio Ciaccia) approfittando della presenza in Taranto di re Ferdinando IV di Borbone, sceso in Puglia per il matrimonio del suo primogenito Francesco con l'arciduchessa austriaca Maria Clementina (Foggia 25 maggio 1797), con i buoni auspici del cav. Cataldo Galeota e dell'arcivesc. di Taranto Giuseppe Capocelatro, supplicarono il sovrano di liberare la Selva e la sua gente dalle angherie della Casata Acquaviva d'Aragona. Il re promise e per il tramite del generale Acton incaricò l'avvocato fiscale della Camera della Sommaria marchese Nicoloò Vivenzio del soprallugo nella Selva per controllare la situazione e contare gli abitanti, che risultarono essere poco più di 3.200, e i relativi fuochi.

Le ultime ricerche ci dicono che i fatti non andarono proprio così, perchè ad oggi non vi è traccia di documenti che attestino l'incontro del re con i 7 liberatori.

Certamente vero risulta l'impegno del cav. Galeota per far giungere al re, per il liberatoritramite di mons. Capocelatro, suo grandissimo amico, nonchè Sotto Intendente (Vice Prefetto) in Taranto e suo vicino di casa, la supplica dei Selvesi. Il cav. Galeota, che era proprietario di grandi tenute, infatti, prediligeva raccoglitrici e scalatori Alberobellesi che pagava meglio e più volentieri del Conte Giuliantonio V, che, di contro, non disposto a cedere, opponeva il suo jus ad personam (diritto di scelta).

Certamente vera anche la visita del marchese Vivenzio nella Selva, ma sicuramente falsi e il numero degli abitanti e quello dei fuochi riportati al re e alla Camera della Sommaria, in quanto il numero di 3.200 abitanti era il minimo per avere il riconoscimento di Comune Regio. All'uopo non pare superfluo ricordare che l'avv. Vivenzio era amico del dottor fisico Martino Lippolis, uno dei sette, sin da quando era studente in Napoli.

Ad ogni buon fine l'impresa riuscì e il 27 maggio 1797 venne promulgato il Dispaccio Reale che elevava Alberobello a Città Regia. Non più sudditi e vassalli, ma cittadini amministrati da propri rappresentanti eletti, non più dipendenti dalla Chiesa di Noci, non più tenuti a corrispondere tasse e balzelli ai Conti di Conversano.

Sitografia: https://www.artecalberobello.it


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