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Isabella FilomarinoIsabella Filomarino dei Principi della Rocca
Nipote del cardinale di Napoli e proveniente da una delle più prestigiose famiglie napoletane. A lei, "donna di sommo avvedimento e valore", passò il compito di curare gli interessi dello "Stato" acquaviviano di Conversano, dopo la disgrazia politica del marito. E dovette farlo con sicura abilità e competenza, giacchè proseguì e realizzò i grandi progetti in cui era impegnata la casata conversanese.

Con Giangirolamo e Isabella il nesso tra potere e cultura divenne assai stretto, tanto che la loro città si caratterizzò come centro di cultura, simile ad una corte di tipo rinascimentale italiano. E dunque, commissionare opere d'arte di grande qualità significava non solo procurarsi fama e autocelebrazione, ma soprattutto concepire un progetto che potesse convogliare sulla contea l'attenzione dei potenti.

Quello perseguito dai conti Acquaviva fu un chiaro "progetto politico", prima che culturale. La cultura e la committenza artistica erano, infatti, il presupposto per affermare il prestigio della casata; la presenza di letterati ed artisti presso la corte comitale costituiva un motivo per accrescere il potere personale dei signori committenti. In questo progetto rientra la commissione del ciclo pittorico sulla Gerusalemme liberata per la Galleria del Castello al pittore Paolo Finoglio, fatto venire in Conversano da Napoli intorno al 1634.

Sitografia www.cooparmida.org/icommittenti.asp

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