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Idillio_infranto_locandina_filmIdillio Infranto è un film del 1931 diretto da Nello Mauri.

Idillio infranto è un film muto prodotto nel 1931 in Puglia e mai distribuito nazionalmente.

Dopo decenni di silenzio, la pellicola nel 1986 viene tirala fuori da una cassapanca e da quel momento iniziano varie operazioni di preservazione, recupero e valorizzazione, compresa la sonorizzazione.

La storia di queste appassionate operazioni è di per sé un capitolo eccezionale della "voglia di memoria" espressa dalla società pugliese e del desiderio di (are del film una vera e propria icona dell'identità regionale.

Teca del Mediterraneo nel 2008, in partnership con la Cineteca Nazionafe di Roma, promuove il rigoroso restauro digitale del film nell'ambito del proprio progetto "Apulia-polo bibliodocumentale dell'identità regionale".

Decide anche di dotare il film restaurato di una nuova colonna sonora, impegnandosi in uno sforzo di tipo industriale per l'ampiezza della compagine orchestrale e vocale poste in campo.


Realizzazione Tecnica

Furono effettuate le riprese dal fotografo Raul Perugini interamente in Puglia. Il film fu ambientato ad Alberobello e Bari. Ma la storia fu girata in gran parte nel paese di Acquaviva delle Fonti, con alcune scene filmate anche nelle campagne della Murgia, tra Gioia del Colle, Cassano delle Murge, Santeramo in Colle, Alberobello, e con alcuni scorci della città di Bari.

Il produttore non professionista Orazio Campanella (1900-1986) da Acquaviva delle fonti realizzò il suo sogno di celluloide, coinvolgendo tutta la cittadinanza. La pellicola, ovviamente in bianco e nero, ha una durata di 53 minuti.

“Nel 1931 per la prima volta, su una pellicola cinematografica, appare Bari. Dal parabrezza di una vecchia auto d'epoca s'affacciano, nella lunga sequenza, corso Vittorio Emanuele, ilteatro Margherita, il lungomare e via Sparano, dove s'intravedono Mincuzzi e gli altri negozi. Poi la cinepresa s'addentra nei circoli dove si gioca a carte e si fuma, e dove fumano anche le donne, femmes fatales, le cui passioni traviano i sani ragazzotti della provincia.”

"La Bari del Teatro Margherita, la Bari del 1930, che noi pensiamo con uno sguardo miserabilista, come si fa quando si guarda al passato. È invece una società già complessa, già ricca. È un mondo contadino che sta dissodando le pietre della campagna di Alberobello. È un modo di rivivere il rapporto con la nostra storia ed è importante straordinario ed emozionante.”


Presentazione: Waldemaro Morgese direttore di Teca del Mediterraneo.

Interventi critici: Oscar larussi critico cinematografico,
Angelo Amoroso d'Aragona regista, Nico Girasole musicista, Mario Musumeci responsabile Ufficio Studi e Metodologie Conservazione e Restauro nel Centro Sperimentale di Cinematografia, Anna C. Scammacca docente di Armonia nel Conservatorio di Matera.


Prima del Film

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Il film è stato proiettato in prima visione in un fine settimana del 1933 al Cinema "Reale" di Acquaviva delle Fonti, (si trattava del Salone delle Feste del Palazzo De Mari). Per realizzare il film, il produttore Orazio Campanella, un ricco possidente di Acquaviva delle Fonti, creò l’“Apulia Cine”, che ebbe, però, vita breve.

“Un imprenditore amante del cinema e della fotografia, convinto che il cinema era l’arte e l’affare del futuro e fondò la Apulia, stabilimento di arte cinematografica. Ingaggiò un’attrice piuttosto nota, Ida Mantovani, e con Raul Perugini, un marchigiano trasferitosi ad Acquaviva per aprire un laboratorio fotografico, decise di realizzare un film. Ingaggiò il regista Nello Mauri, e con i due scrisse soggetto e sceneggiatura del film. Ma il lavoro andava per le lunghe, e i soldi non bastavano. Campanella vendette alcune terre per finanziare la produzione. Il film uscì nelle sale di Acquaviva, Conversano, Alberobello”.

Testo tratto da Wikipedia
Foto Tratte da: http://www.snc.it

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