• Alberobello

    Storia Read More
  • Cultura

    Associazioni culturali, Gastronomia, Sport... Read More
  • 1
  • 2
Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Giuliantonio Acquaviva

Giuliantonio Acquaviva, Duca di Atri e Conte di Conversano, figliuolo del grande ed infelice Giosia - è bene qui ricordarlo, - fu uno de’ capitani più famosi ed illustri del suo tempo marito a Caterina Orsino, figliuola prediletta del principe di Taranto, amato da Ferdinando di Aragona, che lo insignì del Reale Ordine dell’Armellino, guida e consigliere nella impresa di Toscana al Duca di Calabria, e che dallo stesso Ferrante, con diploma del 30 aprile 1479, ebbe l’alto onore di poter aggiungere al cognome dì Acquaviva quello Reale d’Aragona, e inquartare al proprio stemma gentilizio quello della Reale Casa d’Aragona.

Di lui, delle sue fortunose imprese, della parte cospicua che ebbe negli affari del Regno, in momenti difficilissimi, sono piene le istorie del tempo: la sua gloriosa morte, avvenuta in Otranto, il 7 febbraio 1841, difensore della Religione e del Regno in memoranda battaglia contro i Turchi, mentre l’altro famoso capitano Matteo de Capua, che già aveva tenuto la Contea di S. Flaviano e il Ducato di Atri, si salvava con la fuga, celebrarono scrittori e poeti, e tra essi il Sannazaro, il Marullo e il Pontano.

Fu padre di Andrea Matteo, insigne nelle armi, nella politica, nelle discipline storiche, filosofiche e letterarie, protettore e mecenate degli uomini illustri del suo tempo, onore ed orgoglio dell‘Accademia Pontaniana, fondatore nella sua casa di una tipografia nella quale vennero, tra le altre, stampate nel 1525 l‘opera sua De Virtute Morali di Plutarco con commenti in 4 libri, e De Partu Virginis di Sannazaro, in rarissime e pregiate edizioni, da me possedute.

Il merito maggiore di Giuliantonio fu la fondazione della città "Giulianova", che da lui prese il nome, divenuta oggi una delle più belle, più colte e fiorenti città dell’Abruzzo Tramano. Dopo la famosa battaglia combattuta in S. Flaviano tra lo Sforza e il Piccinino il 25 Luglio 1460, e il sacco a cui si abbandonarono le soldatesche di Matteo de Capua l’anno appresso, S. Flaviano era ridotto un mucchio di rovine. A restaurare la città, devastata dal furore degli uomini e degli elementi, Egli preferì di edificarne una nuova in luogo più elevato e non lungi dall’antica; e così, su deliziosa collina, in terra fertilissima, produttiva di ogni ben di Dio, sotto un cielo ridente e sereno, in prossimità del mare, con un vastissimo orizzonte a cui servono di confine le azzurre onde dell’Adriatico e la superba e maestosa catena degli Appennini, sorse Giulianova, Ebbe forma di quadrilatero, fu cinta da fortissime mura a scarpa con profonda fossato, difesa da otto torri munitissime, e adorna di ampia piazza decorata dal palazzo ducale e dal magnifico tempio, con la mirabile cupola, insigne e caratteristico monumento dell’arte nostra nel XV secolo. In questo tempio si conservano ancora alcune egregie opere di oreficeria ed alcuni sacri paramenti di gran valore, da me minutamente descritti nella mia monografia su L‘antico Tempio di S. Flaviano, la Madonna dello Splendore e S. Maria a mare, alla quale rimando il lettore.

Da Giuliantonio in poi, la città fu sempre in possesso degli Acquaviva, che la ressero col titolo di Conti, e la predilessero. L’impresa di Castrum novum, poi Castel S. Flaviano, era formata da un castello con una torre all’angolo ed intorno il motto:

S. CV. PA. ET. DO. H. IS.
Sit cum patre ed domino honor jesu Chiristo

La nuova Città prese per stemma l’effigie del suo fondatore, sotto la forma di un guerriero del secolo XV a cavallo, coperto della sua armatura e non altro. Ecco perchè il dono della Principessa di Boiano ha un’importanza storica di grande valore: ci ricorda la nostra origine ed è segno di gloria e di onore per noi.

Tratto dal libro “Illustri giuliesi” - Brevi e sommarie notizie da servire per la denominazione delle vie e piazze della Città - di VINCENZO BINDI.

Sitografia http://www.giulianovaweb.it

Potrebbe interessarti anche...

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo accetti qualunque suo elemento ed acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione: