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San Vito MartireSan Vito Martire - Coreggia

Dal 23 dicembre 1980 la chiesa parrocchiale di Coreggia ha un volto nuovo e nuove dimensioni.

La volle il can. don Antonio Lippolis, in Coreggia fin dal 1923 come predicatore e insegnante elementare, d'intesa con l'allora vvescovo di Conversano mons. Domenico Lancellotti, quando per le esigenze dei fedeli riconobbe insufficiente il vecchio oratorio della madonna del Rosario.

In veritàè, pensò dapprima di ampliare la chiesetta esistente, ma varie e notevoli difficoltà lo convinsero a cercare più a nord un terreno dove poter costruire una chiesa molto grande, anche in previsione dello sviluppo della zona: che poi, di fatto, si è verificato.

Per 1.900 lire in due riprese (1930-1931) acquistò 10,44 are dalla signora Grassi Grazia fu Giovanni, maritata Miccolis. Il terreno offriva spazio per la chiesa e per un ampio piazzale antistante, in modo da evitare ogni ostacolo al decoroso svolgimento delo culto.

Il 7 giugno 1931 fu posta la prima pietra dal vicario capitolare can Gaetano Lippolis. I lavori si protrassero per oltre otto anni. Generosi finanziatori furono i fratelli Domenico, Rufino e Giovanni Grassi ed altri "buoni villici", come ricorda la lapide murata nella chiesa.

Il 23 dicembre 1939 il vescovo mons. Gregorio Falconieri benediceva la nuova chiesa, dedicata a Cristo Re e intitolata a San Vito Martire.

Costruita in pietr locale, lavorata a regola d'arte da maestranze del luogo, fu progettata con possibilità di fcile ampliamento. L'edificio si rese subito utile alla missione della parrocchia: la parte centrale fu riservata alla chiesa, le due laterali ad accogliere le scuole elementari.

Il 5 maggio 1945 la chiesa di San Vito fu eretta canonicamente a parrocchia, dal 9 luglio 1950 è affidata al parroco attuale (don Pietro Giannocaro).

Col passare del tempo ebbe sistemazione adeguata la "zona sacra" antistante, ma la parte destinata al culto richiedeva ancora maggiore accoglienza e decoro. Come don antonio aveva suggerito, e d'intesa con la Commissione diocesana di Arte Sacra, l'ampliamento è stato ottenuto sfondando gli archi laterali. Nel corso dei lavori sono venute alla luce le belle pietre lavorate che sarebbe stato un vero peccato coprire nuovamente d'intonaco. Ora la chiesa parla da sé.

Il 23 dicembre 1980 il vescovo mons. Antonio D'Erchia la benediceva e la riapriva al culto.

Articolo a cura di Pietro Giannocaro tratto da "Alberobello - Guida dei Trulli"

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