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Chiesa Rurale San Giovanni Casina SistoImmersa nel verde della periferia di Alberobello, la piccola Cappella rurale di San Giovanni Battista, sita in Contrada Vaccari, sembra volersi salvare dagli interventi urbanizzarvi sulle periferie cittadine in atto da tempo nel nostro paese. La chiesetta produce in noi l'illusione che il tempo e l'uomo siano ancora clementi con qualcosa del passato. Illusione appunto... Il silenzio che pervade questo luogo d'improvviso è turbato dal fastidioso rumore di un treno che corre sui binari collocati a pochi metri di distanza dalla chiesa.

Questo è il risvolto negativo di qualcosa che forse nel passato fu vissuto positivamente. Nessun documento può dirci se ciò che a noi sembra un'odiosa interferenza della modernità, al contrario, abbia rappresentato una speranza per gli abitanti del secolo scorso. Certamente Giovanni Sisto, quando fece edificare la Chiesa, nel 1895, non poteva sapere che dopo qualche anno da lì sarebbe passata la linea ferroviaria Bari-Locorotondo, inaugurata nel 1905.

Il 25 gennaio 1884 il sacerdote

Giovanni Sisto, alla presenza del notaio Gennaro Giangrande e dei testimoni GiuseppeDonazione - Chiesa Rurale San Giovanni Casina SistoCaramia e Antonio Nardone, riceve dal padre, suo omonimo, un fondo vigneto dell'estensione di are 85 e centiare 73 circa, sito in Contrada Vaccari e avente per confini l'altro fondo vigneto del donatario (vendutogli il 18 giugno 1882 da Vitantonio Liuzzi), la via pubblica e gli altri beni del donante. È in questa proprietà, in parte acquistata e in parte ereditata, che nel 1895 il sacerdote Sisto fa costruire, insieme alla sua casa nota come Casino Sisto, una cappella-oratorio rurale dedicata a San Giovanni Battista. Quanto appena detto è attestato dall'epigrafe posta al di sopra del portale in cui si legge: D(eo) 0(ptimo ) M(aximo) IN HONOREM B. IOANNIS BAPTISTXE SACERDOS IOANNES SISTO A(nno) D(omini) MDCCCXCV.

quadro san giovanni battistaLa tradizione popolare attribuisce ad un periodo di particolare siccità il motivo della consacrazione della chiesa a San Giovanni Battista. È a questo Santo che tra i diversi patronati viene attribuito quello relativo alle sorgenti d'acqua. L'acqua è il principale simbolo che l'iconografia cristiana associa al Santo chiamato anche il 'battezzatore' perché, come noto, praticava il rito del battesimo lungo il fiume Giordano. La richiesta di un intervento divino era normale un tempo. Molti santi erano portati in processione e invocati nei momenti di difficile approvvigionamento d'acqua.

Per quanto il confine tra la leggenda e la storia sia spesso labile, soprattutto quando la mancanza di fonti scritte costringe a far riferimento solo alla tradizione orale, si deve considerare che in passato erano frequenti i periodi di scarsità d'acqua che affliggevano la gente di Alberobello e più in generale della Puglia. Nella seconda metà dell'Ottocento penuria d'acqua ed epidemie erano una triste costante fino alla costruzione dell'Acquedotto Pugliese che avrebbe portato l'acqua del Sele nei diversi Comuni. Ad Alberobello si dovrà aspettare il 1918 (come dai dati riportati nella pubblicazione curata da Angelo Martellotta "La sete in un angolo di Puglia aspettando l'acquedotto"). Non si deve tuttavia escludere che nelle intenzioni del sacerdote Giovanni Sisto vi fosse anche un vivo desiderio di dedicare la sua cappella al Santo del quale portava il nome.

La chiesa presenta caratteri goticizzanti. Il tetto a capanna mostra un motivo decorativo a disegni geometrici colorati di un azzurro celestiale simili a 'quadrifogli' che riprendono la forma geometrica posta al centro del rosone. La figura del tetto a due falde e i 'quadrifogli' azzurri si ripetono sui graziosi pinnacoli che svettano con le loro ardite guglie piramidali, pinnacoli che allo stesso tempo, per la loro esile dimensione, appaiono essere appoggiati sul tetto in equilibrio precario.

Il giallo della chiesa e il rosso della casa annessa spiccano tra il verde dominante.

Nel giallo della facciata della cappella risaltano alcuni elementi architettonici in pietra locale, ossia la pesante cornice del portale d'ingresso, il rosone a otto razze, la terminazione a capanna della facciata, i due pinnacoli laterali e il pinnacolo centrale parzialmente scavato a funzione di campaniletto.

All'interno della cappella, di fronte all'entrata, è collocato l'altare, addossato alla parete del presbiterio, quindi non modificato secondo le prescrizioni del rito liturgico attuale (con officiante rivolto all'assemblea). Dall'altare ricade il generoso orlo di una tovaglietta su cui è ricamato il nome IOANNES. Al di sopra dell'altare vi è un quadro in cui si riconosce facilmente la figura di San Giovanni Battista nell'atto di battezzare Gesù. Il quadro è stato realizzato dal celebre ritrattista alberobellese Marco Sgobba così come anche il ritratto del sacerdote Giovanni Sisto, che si distingue dagli altri quadri presenti nella chiesa perché è l'unico in cui non è raffigurato un santo. Molto probabilmente è stato appeso lì dopo la morte del sacerdote. Negli altri quadri appaiono una vecchia immagine dei Santi Medici, una Madonna col Bambino, una Santa Famiglia, Sant'Anna con Maria Bambina. Oltre alle immagini sacre, sulla parete sinistra sono appese due preghiere incorniciate. Dal resoconto di una visita del legato del vescovo nell'anno 1910 alla cappella Sisto, si deduce che queste preghiere venivano lette dai fedeli inginocchiati sul genuflessorio, tuttora presente nella chiesa. Il resoconto, conservato nell'archivio diocesano alla voce "Sante Visite", offre un breve inventario dell'arredo presente nella chiesa in quell'anno. Tra le suppellettili sacre elencate risultano anche un calice e un messale che però, stando alle parole dei parenti, sono stati trafugati in un furto avvenuto circa quindici anni fa. Il rapporto del legato fa riferimento anche ad un'antica lampada di porcellana tuttora sospesa al soffitto della chiesetta. Sono conservati dai familiari anche i paramenti sacri del sacerdote.

Chiesa Rurale San Giovanni Casina Sisto

Sul lato destro della chiesa si scorge una porticina che si confonde con la parete; essa congiungeva la cappella alla casa. I due edifici oggi non sono più comunicanti in quanto i proprietari, in seguito al furto, hanno deciso di chiudere il passaggio. Sulla volta a crociera un fenomeno di degrado da umidità dovuta ad infiltrazione di acqua piovana ha rivelato dei pigmenti di colore azzurro acceso. L'immaginazione ci porterebbe a pensare ad un affresco sottostante allo strato di pittura bianca, tuttavia una parente del sacerdote, Rosa Caputo, sostiene che non vi è alcun affresco e che, probabilmente, si tratta soltanto dell'originario strato di pittura. Attualmente la chiesa e la casa attigua sono di proprietà della famiglia Caputo-Sisto. La Chiesa, generalmente chiusa, viene aperta ai fedeli in occasione delle messe celebrate dai Padri Guanelliani due volte l'anno, ossia il 24 giugno, giorno della nascita di San Giovanni, e il 29 agosto, giorno in cui si ricorda la sua morte. Tali celebrazioni dimostrano la considerazione che la Chiesa riserva da sempre al Santo, l'unico, oltre a Maria, ad essere ricordato nella liturgia oltre che nel giorno della sua morte anche nel giorno della sua nascita terrena.

Tratto da un articolo della Strenna di Santa Lucia 2006
Autore: NICLA GILIBERTI

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