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interno_trulli (2) L’abitante del trullo era artefice dell’organizzazione degli ambienti e modificava la struttura in base alle proprie esigenze. Se i membri della famiglia aumentavano si edificava un altro vano, annettendolo alla costruzione più antica.

La struttura del trullo, infatti, risulta essere sempre “modulare”, cioè consente l’annessione di nuovi locali al nucleo iniziale. Quando ciò non era possibile, l’alternativa era abbattere l’intera abitazione, divenuta piccola e non più funzionale, per edificarne una più grande.

Generalmente, gli ambienti utilizzati come stalle, depositi e ovili, erano separati dal nucleo abitativo, pur mantenendo la medesima tipologia costruttiva.

L’abitazione vera e propria, pavimentata con basole di pietra calcarea, presenta un ambiente centrale con porta d’ingresso. Sovente, data l’esiguità di spazio, il volume della copertura conica era utilizzato grazie alla costruzione di un soppalco di legno, il cosiddetto "Tavlet"(mansarda), che serviva per stipare le riserve alimentari, e nei casi di cupole grandi addirittura venivano create delle piccole camerette per i bambini al quale si accedeva tramite una scala mobile. Nel sottostante ambiente si innestavano due spazi con funzioni definite: le alcove e i focarili. Le prime, di numero variabile in base ai componenti della famiglia, sono grandi nicchie destinate al riposo notturno, prive di finestre e di porte. Queste, alle quali si accede tramite un arco, presentano spesso una volta a botte, edificata con l’uso di cèntine.
interno_trulli (5)In uno dei vani adiacenti a quello principale, generalmente disposta a nord, vi è la cucina, con l'angolo cottura creato attraverso l'utilizzo di caminetti a legna  o di cucine a legna, e la zona con il lavabo.

La camera da letto matrimoniale ricavata in una delle alcove più grandi era generalmente sistemata in una zona centrale del trullo.

La stanza da bagno in realtà non esisteva, ma in un angolino di ogni camera da letto vi era un supporto in ferro battuto con specchiera, catino e brocca in latta; per i bisogni fisici bisognava recarsi all'esterno in un'apposita stanza, di solito ricavata nel giardino. Durante la notte, in caso di necessità, sotto il letto vi erano due vasi di creta smaltata rispettivamente "u rnel" e "u preis".

 

 

 

 

 

 

  • Tommaso Galiani - Tratto da: "La Guida Storico-Turistica di Alberobello"  SAN.VER.AL PROJECT - 1999
  • Tonio Laera - Racconti di vita vissuta nei Trulli - ...da varie interviste agli anziani alberobellesi

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